L’effetto farfalla è sempre in agguato…

Per me Stephen King è sempre stata una promessa di intrattenimento. Ecco cosa mi ha spinto ad affrontare la sua ultima opera, un librone edito da Sperling & Kupfer di quasi ottocento pagine, con la disinvoltura di chi prende in mano una rivista del suo hobby preferito.

Il romanzo parte con un certo ritmo per poi insabbiarsi e perdere velocità, dilungandosi, a mio parere morbosamente, su troppi dettagli. Questo ha fatto sì che ci mettessi ben tre mesi a finire la mia lettura e penso che ora mi mancherà la grossa mole del libro sul mio comodino. Scherzi dell’abitudine.

Ad ogni modo la trama è interessante. Trattasi della storia di un uomo che cerca di cambiare il passato, convinto che evitare l’assassinio del presidente Kennedy possa rendere il mondo un posto migliore.

L’idea non è poi così aliena. Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo pensato a come avremmo modificato un fatto del passato. A chi non piacerebbe avere una piccola macchina del tempo personale per dipingere un mondo perfetto? Già. Lo chiamano l’effetto farfalla.

Avete presente quella teoria secondo cui la più piccola variazione dei fatti nel tempo può provocare un’alterazione enorme del futuro? Non è difficile da immaginare. Qualcuno uscendo di casa cinque minuti dopo eviterà un terribile incidente d’auto, o magari ne provocherà uno.

Il nostro protagonista George Amberson, attraverso uno varco temporale, si trova a portata di mano la possibilità di tornare nel 1958. Così decide di vivere nel passato, fino al fatidico giorno del 1963 che da il titolo al libro, per evitare l’assassinio del presidente. Pensate, in quella manciata di anni, quanti piccoli grandi cambiamenti provocherà il nostro, vivendo, lavorando e creando nuove relazioni, mentre si prepara a quel momento.

Seguono riflessioni più o meno scontate. Se evitiamo un male, resta solo il bene oppure viene sostituito con un male diverso e magari peggiore?

La ricerca della soluzione migliore per il nostro futuro è pane per i nostri denti, ma cambiare il passato, convinti di migliorare il presente, è tutta un’altra storia… appunto.

Mi congedo chiedendovi: voi che fareste se poteste viaggiare nel 1958 con la certezza di poter tornare nel presente esattamente due minuti dopo, pur avendo vissuto per anni in un altro tempo? Per conto mio, vi rispondo con un modo di dire caro alla mia nonna, ricordo della mia infanzia a Buenos Aires: “Mejor malo por conocido, que bueno por conocer” (ovvero: meglio il cattivo conosciuto che il buono da conoscere).

Maia Fiorelli

16 ottobre 2012

Voto:6.5

Positivo: Stephen King ha la capacità di descrivere così dettagliatamente i personaggi che alla fine del libro ci sembra davvero di conoscerli

Negativo: non è tra i libri più coinvolgenti dell’autore.