Un parco divertimenti a tema religioso

Stavamo leggendo la parte della guida di Buenos Aires dedicata alla zona di Costanera, quando abbiamo scoperto l’esistenza di Tierra Santa, parco tematico incentrato sulla religione.
L’idea ci è sembrata subito irresistibile e, dopo averlo soprannominato Gesulandia, abbiamo cercato di capire orari e prezzi per non perderci l’esperienza. Volevamo assolutamente valutare con i nostri stessi occhi se il posto era davvero così kitsch come appariva dalla descrizione.
La risposta? Ovviamente si. Anzi, un applauso per l’impegno perché è effettivamente una delle cose più di cattivo gusto che io abbia mai visto in tutta la vita.
Gli stand per comprare i biglietti per Gesulandia erano dappertutto, anche nei supermercati, ma noi abbiamo deciso di passare per Groupon, che funziona bene anche in Argentina.
Dopo aver visitato la Costanera, abbiamo quindi lasciato i pescatori e attraversato la strada per metterci in fila sotto il sole e in mezzo ad una folla impazzita.
D’avanti a noi, un gruppo di suore non stava nella pelle. Erano esaltate all’idea di entrare, come i bambini alle porte di Gardaland.
Immediatamente all’ingresso ci hanno incanalati in una seconda fila per assistere al primo spettacolo: la nascita di Gesù.
Con tanto di palco e tribuna è stata così rievocata la nascita del figlio di Dio. A rendere possibile il prodigio ci hanno pensato manichini elettronici, voci registrate, musica e angioletti volanti.
Alla fine il pubblico era entusiasta. Tutti applaudivano come impazziti e scattavano fotografie.
Noi…beh…eravamo letteralmente senza parole.
Lo spettacolo era senz’altro ben riuscito. Se lo scopo era far felice il pubblico il pubblico era decisamente soddisfatto. Un miracolo che si è ripetuto ad ogni attrazione del parco.
La gente osservava con gusto scene animate e non, in un tripudio di statue del Papa, di Madre Teresa e Gandhi. Qualcuno faceva foto tra le pecorelle, sull’inginocchiatoio, con le comparse o magari, perché no, uno scatto sorridente di fianco a Gesù fustigato.
Da non credenti quali siamo abbiamo provato ad immedesimarci in una persona religiosa senza riuscire a spiegarci tanto entusiasmo. Se fossimo stati cristiani forse ci saremmo anche offesi.
Ma nessuno sembrava darsi pena passeggiando tra i ristoranti e bar a tema, dentro e fuori ai negozi di souvenir a comprare ricordini da portare a casa.
Tierra Santa, bisogna ammetterlo, è una macchina perfetta per fare soldi e se nessuno, tranne noi, è riuscito a trovare significativa la rappresentazione dei mercanti cacciati dal tempio, così stridente con la “missione” del parco, forse è giusto così…
Vuol dire che sono tutti soldi guadagnati bene, dando al consumatore ciò per cui è disposto a pagare. Cosa si può aggiungere? Complimenti all’idea!

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Voto: Ingiudicabile
Positivo: A differenza di ciò che può succedere in altri parchi divertimento, a Tierra Santa, i prezzi per mangiare e bere, sono esattamente come all’esterno
Negativo: Davvero di pessimo gusto…ma forse questo è anche un suo pregio

Maia Fiorelli

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29 Febbraio 2012

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