Tartufi e bontà dell’autunno astigiano

Un tempo veramente autunnale ci ha accompagnato nella piazza principale di Moncalvo. Arrivando da Torino, un filo di nebbia e le foglie ingiallite ci hanno dato il benvenuto, seguite subito da un intenso profumo di caldarroste e tartufi.

L’intera piazza era piena di stand enogastronomici e di turisti, arrivati da ogni parte per partecipare all’annuale trionfo del tubero più pregiato al mondo.
Noi, da buoni golosi navigati, ci siamo subito lanciati all’assaggio di ogni delizia proposta e abbiamo finito per idolatrare alcuni vini e certi formaggi dai sapori squisiti. C’erano anche molte bancarelle di artigianato, dai lavori in legno e quelli più casalinghi, come il decoupage.
Dopo aver passato più di un’ora in devoto pellegrinaggio formaggesco, abbiamo rivolto la nostra attenzione all’asta e ai venditori dei tartufi bianchi migliori dell’annata locale. Certo, il profumo di tartufo non piace a tutti i nasi, ma al mio risulta terapeutico meglio dell’areosol!
Parecchi erano anche i nostri amici botoli, artefici del raccolto tartufesco. Senza il tabui, caro e fedele coompagno peloso, i cari trifulau non avrebbero vita facile.
Alla fine, nonostante gli assaggini, la fame si è presentata e abbiamo reso onore all’arte culinaria dello stand della proloco. Agnolotti, fonduta, carne cruda e uova al tegamino, tutti cosparsi di abbondante tartufo e per dolce panna cotta o bunet. Ovviamente, tutto accompagnato da buon vino rosso. Ottimo menù e ottimo servizio, dal momento che la coda scorreva rapida nonostante l’affluenza.
Proprio mentre stavamo per mangiare è uscito un raggio di sole, che ha nettamente migliorato la giornata. Nel primo dopo pranzo, dopo un giro di acquisti pappatori, abbiamo fatto ritorno alla macchina, sfruttando la comodità del servizio di navetta gratuito.
Siamo tornati a casa molto soddisfatti e, se qualcuno di voi volesse provare, vi invito ad andare a Moncalvo domenica prossima, per la seconda domenica di fiera. Imperdibile, parola di golosa!

 

Voto: 7

Positivo: Tante specialità da assaggiare, non solo del piemonte ma anche di altre regioni.
Negativo: Il freddo. Da portarsi dietro un maglioncino di scorta.

Laura Boeri

25 Ottobre 2011

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