Incubi illustrati per anime vittoriane

Ottobre è il mese giusto per apprezzare un libro come “Alice sotto terra” (Logos Edizioni). La rilettura del pantheon di Lewis Carroll ad opera di Stefano Bessoni (autore del testo ma anche delle magnifiche illustrazioni) ben si adatta all’atmosfera decadente dell’autunno e dei giorni che precedono Halloween.

D’altra parte l’artista romano ha una spiccata inclinazione per le atmosfere macabre e di spirito antico, come ben sanno gli estimatori dei suoi lungometraggi, su tutti l’inquietante Imago Mortis.

“Alice sotto terra” è perciò un volume che piacerà alle anime vittoriane e a chi cerca la giusta alchimia dove macabro e grottesco si fondono col meraviglioso.

Con tocchi che non sfigurerebbero sul miglior Tim Burton, Bessoni rielabora il bestiario carroliano senza l’intenzione di raccontare una storia ma allestendo una galleria di ritratti che rimbalzano tra lo scientifico e il letterario, tra umorismo e orrore.

Attraverso lo specchio deformante della sua creatività, l’autore passa a rassegna personaggi che ben conosciamo, portandone alla luce aspetti sinistri e distorti. Così Humpty Dumpty diventa un malinconico entomologo ossessionato dall’impossibilità di lasciare il muro per cacciare insetti e il brucaliffo si muta in un allucinato cultore della frenologia come mezzo per esplorare la psiche.

Pagina dopo pagina il lettore si bea di un carnevale oscuro, magistralmente impreziosito dalle splendide illustrazioni a colori che valgono da sole il prezzo del libro.

Consigliato a chi non ha mai rinunciato ai propri incubi infantili.

Marco Ragni

5 ottobre 2012