Bibliche riflessioni sulla natura umana

Ci voleva tutto il coraggio e la potenza interpretativa di un’attrice come Lucilla Giagnoni per prendere in mano l’Apocalisse biblica e traghettarla al di fuori del discorso religioso, nel mare aperto della spiritualità più pura, dove è l’uomo a interrogarsi sul perché della propria natura.
In un contesto insolitamente pomeridiano – spettacolo previsto per domenica 18 marzo alle ore 16 – la seconda edizione della rassegna “I Teatri del Sacro / Il Mistero e la Parola” del Teatro Sociale di Stradella ha aperto il sipario con un capolavoro di pura emozione.
La parola Apocalisse è spesso utilizzata come sinonimo di catastrofe ma occorre ricordare che in origine il termine significa Rivelazione. Ed è proprio dalle radici del processo comunicativo che unisce divinità (o senso della vita) ed essere umano che scaturisce lo spettacolo/riflessione della Giagnoni, un fiume inarrestabile che parte dal quotidiano per fluire nella cultura – l’Edipo re di Sofocle – e nelle allegorie utili a fare da specchio a ciò che noi siamo.
L’attrice interpreta Scrittura, testi letterari e ricordi in un complesso gioco di confronti, senza lasciarsi influenzare da un rigore troppo tradizionalistico.
La chiave di volta diventa la pura e semplice forza di volontà, un “nonostante tutto” che aleggia a mezza strada tra diabolico e divino ed è pertanto squisitamente umano.
Il monologo diventa così un sortilegio capace di assorbire completamente l’attenzione dello spettatore, grazie anche ad una regia irresistibile che gioca con le immagini, proiettate su cinque schermi rettangolari sullo sfondo, le luci e i suoni.
La protagonista sembra incontenibile, entra ed esce dalle parti intrecciando il semplice racconto di fatti di vita – in discorsi tanto naturali da sembrare improvvisati – con brani dall’Apocalisse di Giovanni e della tragedia greca.
Un capitolo conclusivo dell’ideale trilogia della “spiritualità” scritta e interpretata da Lucilla Giagioni che fa sentire il bisogno di conoscere anche i due predecessori.

Voto: 8,5
Positivo: Il contenuto dello spettacolo, la regia e la sublime interpretazione
Negativo: Un testo maestoso ma estremamente complesso

Marco Ragni

21 Marzo 2012