Una mostra gratuita sul creatore di mondi materiali

 

Arnaldo Pomodoro, Le forme del mito: La macchina (Egisto), L’ambizione (Clitennestra), Il potere (Agamennone) e La profezia (Cassandra), studi, 1983, bronzo, varie dimensioni, da L’Orestea di Gibellina di Emilio Isgrò. (foto Carlo Orsi)

Materia.

Forse non esiste termine migliore per descrivere le opere di Arnaldo Pomodoro, poliedrico artista

che il 27 settembre ha inaugurato la mostra “Arnaldo Pomodoro. Il teatro scolpito”, nella bellissima

cornice del Palazzo Reale di Torino.

Fino al prossimo 25 novembre sarà dunque possibile osservare bozzetti, modellini delle scenografie ma anche veri e propri elementi scenici utilizzati in diversi spettacoli.

Se è arduo descrivere tutte le opere presenti, sia per la ricchezza delle stesse sia per la complessità nella struttura, è altrettanto doveroso riconoscere il valore artistico di creazioni che sono destinate ad essere effimere proprio perché legate al mondo del teatro. In effetti è raro che le scenografie, se non realizzate da grandi artisti, vengano conservate ed esposte. Ma in questo caso di tratta di arte, l’essenza stessa dello spettacolo.

Opere come quelle esposte, da un lato abbelliscono l’allestimento scenico arricchendolo, dall’altro fanno sì che gli spettacoli che le ospitano assurgano a veri e propri eventi unici, memorabili ed eterni.

Per ammissione dell’autore, al giorno d’oggi non è più possibile utilizzare impianti scenici di siffatta complessità a causa delle condizioni in cui si trova il teatro in Italia.

Queste opere, infatti, hanno dei costi difficilmente sostenibili e, sempre più spesso, sono le luci a fare da padrone sulla scena.

Lo stesso Pomodoro in occasione de “La Cavalleria Rusticana” firmata da Olmi predilesse

una scenografia essenziale, quasi prevalentemente incentrata su abili giochi di luci. L’unico modo

per gustare questi capolavori è, quindi, la visione di questa fantastica mostra o, se proprio non

potete visitarla, l’acquisto del monumentale volume di oltre 600 pagine in cui sono raccolti i

44 progetti scenici creati dal ’72 a oggi dal grande artista.

 

Roberto Cera

01 ottobre 2012

 

Voto: 8

Positivo: l’unicità di questa mostra e l’entrata gratuita

Negativo: la dimensione ridotta degli spazi non permette di godere pienamente la maestosità di

alcune opere