L’amicizia maschile secondo Yasmine Reza

Art di Yasmine Reza è un’opera sull’amicizia maschile ma soprattutto sulla natura umana, così complessa e labirintica da dare le vertigini. Nella versione teatrale diretta da Giampiero Solari (che potrete vedere stasera al Teatro Fraschini di Pavia), l’onere di rendere i bizantinismi delle convenzioni sociali poggia sulle solide spalle di Gigio Alberti, Alessio Boni e Alessandro Haber che incarnano rispettivamente i ruoli di Marc, ingegnere aeronautico cinico e realista, Serge, dermatologo di fama ed aspirante collezionista d’arte, e Yvain, rappresentante di articoli di cancelleria dall’indole insicura e accomodante.
Il tranquillo equilibrio di ruoli che muove il trio viene turbato dalla decisione di Serge di acquistare, per una cifra stratosferica, un quadro “apparentemente” bianco, innescando una serie di discussioni che mettono a repentaglio l’intero rapporto tra i personaggi.
Art, più che uno spettacolo, è una continua riflessione. Non si può dire che abbia una vera e propria trama, con un evolversi cronologico degli eventi. Si regge invece – come già accadeva con “Il dio del massacro”, della stessa autrice – di un pretesto per sbilanciare i contrappesi che preservano ogni architettura sociale. Se nell’opera ripresa da Polanski era il litigio di due ragazzi a creare i presupposti di un confronto tra genitori, qui è la scelta di Serge di “darsi all’Arte” a fare da scintilla.
Il quadro bianco – che, secondo l’acquirente, bianco non è – è un pomo della discordia capace di far germogliare altri malumori legati a sfaccettature caratteriali che, prima perfettamente sopportabili, diventano d’un tratto gravi difetti.
Per rendere meglio l’idea di differenza e di isolamento, il regista organizza un gioco di pannelli scorrevoli che nascondono di volta in volta uno o più personaggi, lasciando ciascuno solo con le proprie riflessioni. Ad accentuare l’effetto contribuiscono le luci che, oltre a tingere di colore diverso la scena per simulare le differenze dei tre protagonisti – che si riflettono nei rispettivi appartamenti -, “punta il riflettore” sulle incomprensioni e sulle discrepanze che coesistono al fianco dell’amicizia.
Certamente sul fondo resta anche un’osservazione sul concetto di Arte Contemporanea ma il quadro è più il mezzo che il fine delle discussioni che compongono lo spettacolo.
Bravi gli attori, soprattutto Alberti e Haber, a tenere (quasi) sempre viva l’interesse del pubblico su uno spettacolo che, probabilmente, avrebbe reso meglio in un tempo più contenuto.

Voto 7
Positivo: L’interpretazione dei protagonisti, le scelte registiche azzeccate
Negativo: La durata eccessiva

26 Gennaio 2012