Bad Gastein

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Se dico Bad Gastein, di sicuro la prima cosa che vi viene in mente è una valle imbiancata, paradiso di sciatori grandi e piccoli, oppure campi in terra rossa, dove atletiche ragazze si contendono un trofeo a suon di racchettate.

Non vi soffermate sugli aspetti noti; la bellezza di questa cittadina dall’aria imperiale, abbarbicata sulle montagne austriache, è fatta di ben altro. Piccoli angoli nascosti e segreti. Musica di violini e pianoforti. Sussurri di rami frondosi. Lo scroscio potente di una cascata.

Entrare nella valle ove Bad Gastein sorge costituisce un’esperienza unica. Il solo ingresso percorribile in auto, quello che viene da nord, dalla via di Salisburgo, immerge da subito il viaggiatore in un’atmosfera incantata, sotto lo sguardo severo di un antico castello, davanti a una lunga strada che termina tra case colorate arroccate sulle rocce. Venendo da sud, l’unico accesso – in treno – è un tunnel di alcuni chilometri scavato nel ventre degli Alti Tauri, che sbuca tra altissimi abeti e vette protese al cielo.

Credo che Bad Gastein indossi il suo abito migliore durante l’estate. Passeggiare nelle vie centrali, col sottofondo scrosciante della cascata che taglia in due il paese, mentre le note del Bel Danubio Blu si diffondono dai giardini dove suonano dal vivo fior di orchestre è un’avventura che lascia il segno.

Circondati da una corona di monti ricoperti di foreste e praterie color smeraldo punteggiate da specchi d’acqua che riflettono il cielo, quasi ci si aspetterebbe di veder scendere la principessa Sissi dall’elegante scalone del Kaiserhof. Oppure di vederla danzare vorticosi giri di valzer nel salone del Casinò Europa.

Affacciati dalle terrazze dell’hotel Bellevue o dal ponte che sovrasta la maestosa cascata, lo sguardo spazia fino in fondo alla valle.

Un tripudio di balconi fioriti, dall’ordine rigoroso e le geometrie perfette. Una rete di sentieri da percorrere a piedi nel silenzio dei pascoli o cullati dal mormorio degli abeti. Una birra accompagnata da un gustoso piatto locale, tra un vecchietto che pare il nonno di Heidi e una graziosa ragazza in abito tradizionale. Un bagno nella piscina all’aperto delle Felsen Therme, incastonata tra le cime imponenti.

Le proprietà terapeutiche delle grotte di radon, di cui la valle è ricchissima, furono scoperte quando ci si accorse che i minatori che lavoravano in questi luoghi, anziché deperire e ammalarsi come i “colleghi” di altre zone, quasi ringiovanivano: niente problemi reumatici né respiratori, vigore fisico e vita più lunga. Bad Gastein divenne allora meta di villeggiature imperiali, sviluppandosi attorno alle acque “miracolose” della sorgente che si tuffava a valle con un getto rumoroso e prepotente, un intrico di strette e ripide viuzze sormontate da palazzi che crescevano in altezza. Alcune costruzioni stupiscono ancora oggi per come riescano a reggersi sulle rocce, mentre un’aria signorile e d’altri tempi permea la città.

Un luogo tutto da scoprire, nell’incanto del candore invernale, ma soprattutto nello splendore del verde estivo.

Consigliatissimo.

Fonte: Molly68 – Gente in Viaggio

7 luglio 2014