Alla scoperta del guru della Street Art

 

Photo by Infrogmation of New Orleans (Creative Commons)

Visti di sfuggita potranno anche sembrare graffiti come tanti, invece le trovate di Banksy sono vere e proprie opere d’arte in punta di stencil. Guardate al mercato di settore, se non ci credete. Ciò che incuriosisce maggiormente riguardo la figura di questo irregolare della creatività è la scelta di rimanere avvolto dalla cappa dell’anonimato, nonostante la fama mondiale ormai aquisita dalle sue immagini. 

Se ancora non lo conoscete capita a fagiolo il volume uscito qualche tempo fa per Castelvecchi.
Il titolo del libro è Banksy il terrorista dell’arte, e lo ha scritto Sabina De Gregori scrittrice di natali elvetici e dal solido background culturale.

L’autrice ha studiato da vicino vita, opere e linguaggio di uno dei personaggi più originali della nostra epoca, traendone un saggio utile a comprendere il fenomeno fin nelle sue sfacettature meno note.
Partendo da Bristol, città d’origine del graffitista, per tracciare un percorso completo attraverso le provocazioni estetiche, la De Gregorio ha osservato attentamente l’impegno e le intenzioni di Banksy, sviscerando le congetture riguardanti la vera identità e analizzandone stile e tematiche ricorrenti.
Particolarmente interessante la parte di comparazione storica dove la De Gregori accosta il creativo inglese al nostrano Pasquino, figura ben nota nella Roma dei tempi che furono.
Dopo un’accurata descrizione dei tour londinesi alla scoperta della Guerrilla Art targata Banksy- ivi compreso il percorso ormai cancellato a colpi di spugna e moralità – non mancano, in appendice, le reazioni del mercato, il progetto cinematografico e altre curiosità per una prospettiva a 360°.
Il volume, interamente a colori, è impreziosito da molte fotografie che illustrano meglio di mille parole l’irriverente genialità di Banksy. Imperdibile per i fan di questo guru dell’arte urbana.

Marco Ragni

20 setembre 2012