Indimenticabile concerto in chiusura del Festival di Mezza Estate

 

Foto de “Il Fatto Quotidiano” – Creative Commons

“Le azioni del mondo non influenzano il sole”. L’incipit di “Stati di Gioia” ha dato il via al concerto cremonese di Franco Battiato che, con la sua presenza, ha invece influenzato eccome il pubblico del Festival di Mezza Estate. La kermesse ha chiuso infatti alla grande, con un tutto esaurito arrivato a gremire anche gli spalti provvisori, installati proprio per gli eventi di punta.

Non stupisce. Lo sciamano della canzone d’autore italiana fa spesso questi effetti.

Eppure, vedendolo salire sul palco con quell’aria di austero professore, il suo carisma resta celato. Per ricredersi ci vuole un po’, ma d’un tratto il prodigio si compie.

A Cremona, dopo un inizio riflessivo, è stato tutto un crescendo e al richiamo di “Up patriots to arms” manciate di fan osannanti non hanno resistito al magnetismo del palco.

Ma l’Arena Giardino non è pensata per i concerti in piedi e la concessione è durata il tempo della canzone. Subito dopo i vivaci spettatori accorsi a movimentare le prime file sono stati raggiunti dallo staff e invitati ad accomodarsi.

Un ritorno alla calma tanto repentino quanto temporaneo perché quando in scaletta ci sono pezzi come “Cuccurucucu” e “Voglio vederti danzare” non è facile incollare la gente alla sedia.

Gli addetti alla sicurezza hanno avuto il loro bel daffare a spiegare alla seconda ondata di “insorti” che il loro comportamento non era previsto. A dirla tutta la compagnia danzante non sembrava troppo disposta a lasciarsi convincere.

Per fortuna un intervento dello stesso Battiato ha messo fine alla questione. Con un “Lasciateli stare, non fanno niente di male”, il cantautore ha offerto la sua benedizione alla folla festante, scatenando un’ovazione.

L’evoluzione interattiva del concerto è stata, tra l’altro, un bene. Con buona pace delle prime file, la cui visuale era in buona parte impedita dalla muraglia umana, il contatto diretto ha innescato momenti indimenticabili.

La svolta ha regalato ai presenti splendidi episodi tra cui va ricordato un brano fuori scaletta dedicato a Giuni Russo, grande amica di Battiato scomparsa nel 2004.

La chiusura, lasciata alla dolcissima “Stranizza D’Amuri”, è stata la ciliegina sulla torta di una serata che Cremona non dimenticherà facilmente.

 Marco Ragni

10 settembre 2012

Voto: 8,5

Positivo: Un concerto coinvolgente da tutti i punti di vista

Negativo: Due ore scarse sono poche per uno come Battiato