Un grande Paolo Ferrari nel monologo diretto da Giancarlo Sepe

Ciò che più colpisce nello spettacolo “Beniamino” – andato in scena ieri sera al Teatro Fraschini per la rassegna Altri Percorsi – è la bravura quasi soprannaturale di Paolo Ferrari.

Dico soprannaturale non solo perché l’attore – 84 anni compiuti lo scorso 26 febbraio – sembra infischiarsene dello scorrere del tempo, ma soprattutto perché riuscire a mostrare, durante un monologo, personaggi che non sono fisicamente presenti sulla scena ma che il pubblico può comunque “vedere” è quasi un talento da mago.

Eppure non c’è di mezzo nessun incantesimo, è tutto merito della grande esperienza di un veterano che, a dispetto della data riportata sulla sua carta d’identità, mantiene piena padronanza di corpo e voce.

Nello spettacolo diretto da Giancarlo Sepe e scritto dall’australiano Steve J.Spears, Ferrari è il Professor O’Brien logopedista e maestro di recitazione che deve curare la balbuzie di un ragazzino dodicenne per il quale si trova a provare una platonica infatuazione. Una situazione destabilizzante che finirà per travolgerlo…

Una storia inspirata a un fatto di cronaca realmente accaduto, densa di riflessioni su temi scomodi e difficili da trattare (in primis quello della confusione tra omosessualità e pedofilia), che sul palcoscenico viene affrontata con toni che alternano la farsa al dramma. Il protagonista è una persona brillante e piena di voglia di vivere eppure si muove in un declino di solitudine mitigato quasi esclusivamente dalla presenza di un amico reale (Bruce) e da due compagni immaginari Willy (Shakespeare) e Mike Jagger, tutte presenze poste sullo stesso livello grazie agli artifici del monologo, dove l’attore è a confronto con personaggi invisibili.

Le luci basse e i rumori acuti (come il trillo di un telefono, il suono dell’orologio a cucù o i vetri infranti) sono presagi che soffocano e spezzano i balletti di O’Brien e le musiche dei Rolling Stones, mantenendo la tensione emotiva in vista delle conseguenze finali. Per un’ora e un quarto il pubblico assiste a uno spettacolo che fa sorridere e soffoca, in una spirale di emozioni contrastanti.

 

Marco Ragni

12 marzo 2013

Voto: 7

Positivo: straordinaria performance di Paolo Ferrari

Negativo: uno strano senso di incompiuto

I NOSTRI CONSIGLI