Cronaca di un concerto amarcord con brani classici e memorie di vita

Dopo l’esperienza sotto il diluvio dell’estate 2010, Samuele Bersani è tornato a Cremona per inaugurare, con la data d’esordio di “Psyco in Tour”, l’edizione 2012 del Festival di Mezza Estate.

Mercoledì 13 giugno, nella solita cornice dell’Arena Giardino, il cantautore ha tenuto un concerto quasi introspettivo, senza rinunciare ai grandi successi del calibro di “Spaccacuore” e “Freak” – anche perché la tournée promuove il suo ultimo Gratest Hits – ma inserendo in scaletta anche pezzi meno popolari come “Due somari”.

Dopo la partenza affidata a “Crazy Boys”, l’artista ha ingranato una non stop di alcuni brani prima di ricordarsi della sua ben nota parlantina. Peccato veniale immediatamente espiato con aneddoti divertenti e storie di vita vissuta.

Tra una chiacchierata e l’altra Bersani ha voluto ricordare, in un paio di occasioni, l’amico Lucio Dalla.

La prima volta lo ha fatto presentando “Il Mostro”, canzone scritta da un Samuele 17enne che, proprio con quel brano malinconico, affidava al Lucio nazionale le sue ambizioni canore.

Il vero tributo è arrivato però a circa metà dello spettacolo, quando l’artista romagnolo si è riappropriato delle parole di “Canzone”, scritta in collaborazione con Dalla e da quest’ultimo portata al successo, interpretando il brano nella stessa arena dove si era esibito, alla fine della scorsa estate, l’amico scomparso.

In quel momento la suggestione l’ha fatta da padrona, vuoi per il ricordo ancora vivo della performance di Lucio, vuoi perché la scelta di Bersani di eseguire alcuni pezzi tra il pubblico – per creare maggiore intimità – rendeva anche più evidente l’assenza del cantautore bolognese.

Al di là di un afflusso di pubblico tiepido, forse per le previsioni meteo che balbettavano pioggia, la serata si è svolta nel migliore dei modi, offrendo emozioni che sono andate anche oltre le aspettative. Bravo Samuele, buon tour!

Voto: 7,5

Positivo: Bersani è un mix di verve, bravura e autoironia

Negativo: il concerto avrebbe meritato qualche spettatore in più

Marco Ragni

15 giugno 2012