Una storia metropolitana piccola piccola

 

Blu. Se per alcuni è uno dei colori dell’estate, per altri può essere il prologo ad un piccolo incubo

quotidiano.

Il protagonista di “Capelli Blu” (edizioni e/o), dell’esordiente Valerio Nardoni, si trova forse più vicino a quest’ultima situazione ma non vi svelerò troppo per non rovinarvi la sorpresa.

Ambientato in una città senza nome, simile a tante altre, questa brillante opera si districa

tra fiumi e strade popolate da gente comune, tra discount, megastore e lenticchie col chorizo.

Il protagonista vive sospeso, un piede nella realtà e uno nel sogno, sempre accompagnato dalla macchina da presa.

Proprio quest’idea, sicuramente non nuovissima ma qui utilizzata con metodo e senza eccessi, eleva il romanzo al di sopra della media.

Se la trama non colpisce per l’eccessiva originalità, lo stile della narrazione – tra prima e terza persona – e la visione esterna del protagonista riescono a rendere tutto interessante e scorrevole.

La bravura del giovane autore gli ha permesso di non cadere nei tranelli più insidiosi di un’opera prima ma di giocare su un terreno in cui molti si sono impantanati.

La banalità è evitata grazie a personaggi ben delineati, primo tra tutti l’amico Alvaro. La capacità di giocare con le situazioni ha fatto il resto.

C’è un unica pecca, per quanto mi riguarda, in questa ottima opera: la lunghezza.

Forse per la paura di tirarla troppo per le lunghe o magari per pura scelta stilistica, l’autore sceglie di

chiudere la storia senza approfondire alcuni passaggi. Da un lato questa decisione rende la storia unica e particolare ma dall’altro lascia un po’ d’amaro in bocca perché non permette di affezionarsi ai protagonisti.

Roberto Cera

7 settembre 2012

 

Voto: 7 ½

Positivo: Ben scritto, scorrevole, accattivante

Negativo: Forse un po’ troppo breve