Spettacolo visto al Teatro Fraschini di Pavia, venerdì 8 febbraio 2019

Enrico IV è uno dei capolavori del teatro pirandelliano e mette in scena i temi della maschera, dell’umorismo e dell’identità.

La trama racconta di uomo che, ormai da anni, veste i panni del celebre imperatore prima perché pazzo, poi per simulare una nuova vita e infine per costrizione.

Nell’allestimento diretto da Carlo Cecchi, l’opera si rinnova, affacciandosi sulla dimensione del teatro nel teatro. È un restyling abbastanza radicale che ridimensiona e attualizza un dramma scritto quasi un secolo fa, nel 1921. Il testo e la lingua ne risultano asciugati e ripuliti e la riduzione ad un solo atto (invece dei tre originali) ne garantisce una durata minore e un ritmo più incalzante.

È tangibile l’intento del regista di partire dall’opera per ottenere qualcosa di completamente nuovo, giocando con le suggestioni metateatrali in piena libertà, divertendosi e divertendo senza sentirsi in soggezione di fronte a uno dei capisaldi pirandelliani.

Tutto lo spettacolo si veste così di un’ironia che sfiora la vena macchiettistica, in un’oscillazione tra essere e apparire, pazzia e normalità, fino a giungere ad un finale brillante che ha il sapore di uno scherzo ben riuscito.