Valnerina

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Castel San Felice sorge su di un colle isolato che controllava un ponte sul Fiume Nera e la valle a nord (l`antico percorso, proveniente da Spoleto, attraversava il fiume alle spalle dell`Abbazia dei Santi Felice e Mauro per dirigersi a nord verso Vallo di Nera e a sud verso Sant`Anatolia di Narco).

L`impianto urbano di Castel San Felice è tipico dei castelli arroccati sulla sommità di un colle e cioè strade anulari concentriche intersecate da radiali (per lo più a gradini) molto ripidi; il tessuto edilizio è in parte degradato per abbandono e in parte compromesso da interventi recenti di ristrutturazione. La zona, formatasi su cumuli di detriti e pertanto geologicamente definibile un “terrazzo fluviale”, fu sicuramente habitat paleolitico.

Nell`VIII sec. a.C. fu sede di una tribù di Naharci, sabini avversi agli Umbri. In una piccola cavità sulla sinistra del ponte, verso il 1960, furono rinvenuti nel corso di incursioni clandestine materiali villanoviani. All`interno dell`Abbazia dei Santi Felice e Mauro sono conservate due epigrafi funerarie romane; quella di un Honoratus è di età paleocristiana.

La successiva storia di Castel San Felice si può schematizzare in tre fasi: la prima di carattere eremitico, come ancora ricordano le grotte nei pressi del fiume; la seconda, si identifica con la Chiesa di S. Felice di Narco, ma il primo insediamento fu, forse, un monastero edificato nel sec. VI da Mauro di Siria e dedicato al figlio Felice; la fase successiva è costituita dal castello come denuncia anche la sua stessa denominazione, derivante dalla vicina Chiesa.

Fonte: http://www.lavalnerina.it – Creative Commons (CC BY 3.0 IT)

20 giugno 2014