24 Settembre 2011

Visto dall’esterno, lato piazza, il castello di Issogne non colpisce affatto. La facciata che volge al paese è una parete piuttosto spoglia che dà più l’idea di un vecchio edificio che di un monumento storico.
La situazione migliora quando si accede al giardino, per avvicinarsi alle biglietterie. L’ingresso al pubblico, pur non potendosi definire sfarzoso, ha una sua dignità schietta. Ciò non toglie che per dare un senso alla visita si debba aggregarsi ad un gruppo e seguire la guida a spasso per gli interni.
Varcato il portone, per fortuna, l’impressione migliora ulteriormente. Il cortile interno presenta caratteristiche più gradevoli all’occhio e, cosa curiosa, riporta scritte e incisioni che anziché essere opera di ignoti vandali ricordano la permanenza di qualche ospite del passato.
Le stanze offrono una ricostruzione piuttosto fedele di un altra epoca ma gran parte dell’allestimento risale al periodo tardo ottocentesco, quando il pittore Vittorio Avondo decise di acquistare il maniero e di eseguirne gli impellenti lavori di restauro per salvarlo da un declino altrimenti certo.
Gli amanti delle leggende saranno lieti di sapere che tra le sale pare di aggiri un fantasma.
Lo spettro di Bianca Maria Gaspardone, prima moglie del signore di Renato di Challant, signore di Issogne, condannata a morte per l’assassinio del suo amante, apparirebbe, nelle notti di luna, sul loggiato che conduce alle soffitte.
Quest’ultima notizia ci è giunta in dote da Wikipedia: non osate chiederla alla guida, almeno non alla signorina che è toccata a noi, o la vedrete prendere bruscamente le distanze da tutto ciò che non è razionale e didascalico.

Voto: 6
Positivo: Gli interni meritano di essere esplorati.
Negativo: La visita guidata toccata al nostro turno è stata un susseguirsi di date recitate a memoria. Un deterrente per il coinvolgimento del gruppo.

Marco Ragni

Dove mangiare in Val d’Aosta:

Relais De Reines

La Famille

Dove dormire in Val D’Aosta:

Hotel Tivet