“Graffia le pietre fino a me”

Qualcuno pensa che i cimiteri siano luoghi inquietanti. Certe volte anch’io lo credo, sebbene le mie esperienze con la morte siano piuttosto limitate.
Da piccola, quando abitavo in Argentina, talvolta mi capitava di prendere il “subte” (metropolitana) e di fare un giro al cimitero di Chacarita, il più grande di tutto il paese, nato in seguito all’epidemia di febbre gialla del 1870.
Con il passare dei secoli, il camposanto è diventato un interminabile parco in cui si può camminare tra le tombe vecchie e nuove e riflettere sulla nostra inesorabile mortalità.
Prima di lasciare Buenos Aires, nel 1989, “Rasguña las Piedras” (graffia le pietre) era una delle mie canzoni preferite.
Scritta da Charly Garcìa, parla di una ragazza morta, forse una “desaparecida”, che graffiava metaforicamente le pietre che la separavano dai vivi. Le note di questo tema sono state, nella mia testa, la colonna sonora costante, ogni volta che mi sono avvicinata ad un cimitero. A Buenos Aires, le parole suonavano ancora più forti.

Mentre ci addentravamo tra le tombe ne abbiamo trovate parecchie che non portavano altro che una croce in legno con un nome e la data di decesso. Non una data di nascita, ne una lapide. La terra smossa, nemmeno appiattita. Gente di terra, tornata alla terra, senza quasi che qualcuno se ne accorgesse.
Come si era impoverita la mia Buenos Aires! La sofferenza era più evidente e crudele di quando l’avevo lasciata 22 anni fa e ora la mia città natale non riusciva più nemmeno a dare degna sepoltura ai suoi figli.
Al cimitero di Chacarita c’è anche una parte monumentale con qualche nome di spicco come quello del grande Carlos Gardel. E appena fuori dalle mura di cinta, il mondo va avanti con il suo traffico, il via vai dei treni della stazione e il vociare del Parco Los Andes. La città è come una fiera ed il rumore frenetico copre quello delle pietre graffiate dei morti ed il pianto dei vivi.

no images were found


Voto: 8
Positivo: La visita del cimitero di Chacarita ha un valore storico e culturale notevole.
Negativo: La sensazione di povertà che deriva da certe tombe appena accennate

Maia Fiorelli

Il Dulce de Leche prodotto in Italia:

DELIXIA S.r.l.

via Castellani, 13

65010 Spoltore (PE) – Italia

Tel.: +39-085-4971672 – Fax: +39-085-4971649

www.delixia.eu

Diventa Fan di DeliXia® su Facebook!

Dove acquistare vini e birra argentini:

VIA DELL’ABBONDANZA Import/Export
Via Mazzini 6 – 16031 Sori – GE
Tel: 0039-0185723491
Cel: 0039-3343077933
www.viadellabbondanza.com