Arte e fascino fin de siècle

Fino al prossimo 27 gennaio la Promotrice delle Belle Arti, in collaborazione con il Musée d’Orsay, ospiterà la prima mostra antologica italiana dedicata ad Edgar Degas.
Riassumere in così poco spazio la vita e le opere di uno dei più grandi artisti del diciannovesimo secolo è praticamente impossibile, oltre che fuori luogo. Potrebbe invece risultare più interessante sottolineare cosa distingueva Edgar Degas dal gruppo di nomi che, tra il 1874 e il 1886, partecipò ad una serie di esposizioni passate alla storia.

Quei personaggi sarebbero poi divenuti i numi indiscussi dell’Impressionismo, corrente da cui Degas, nel corso della sua produzione artistica, finì però per differenziarsi.
Se, infatti, uno degli aspetti essenziali dell’Impressionismo era quello di dipingere all’aria aperta per cogliere e fissare i colori della natura sulla tela, con Degas le scene sono spesso rappresentate in spazi chiusi.

Sicuramente ciò che più interessava l’artista parigino era la figura umana e, in particolar modo, quella femminile. Nelle opere esposte alla Promotrice è evidente l’interesse per personaggi che poco avevano a che fare con i temi classici dell’Impressionismo. Troviamo infatti ballerine, prostitute ma anche persone comuni diventate protagoniste di opere che le ritraggono in momenti della vita fino ad allora raramente rappresentati. Le donne dipinte sono colte quasi di sorpresa, rappresentate nell’intimità attraverso pochi tratti essenziali e, al contempo, dinamici. Lo studio del movimento, infatti, fu uno degli argomenti centrali su cui si svilupparono le ricerche di Degas. Grazie ai suoi studi sulla scomposizione del movimento ottenuta tramite la cronofotografia – in questo campo celebre il lavoro catalogativo di Muybridge – Degas approfondisce ulteriormente la conoscenza del dinamismo. Dinamismo che risulta evidente nei bronzi, postumi, e nella serie delle ballerine.

Questi sono solo alcuni degli aspetti che fanno di Degas forse il più grande innovatore nella corrente impressionista e questa mostra ha il pregio di mostrare le varie sfaccettature presenti nei lavori dell’artista francese. Tra le varie opere trovano posto lavori meno celebri quali, ad esempio, “Scene di guerra nel Medioevo” e “Semiramide alla costruzione di Babilonia”. Questi quadri, appartenenti al ciclo di dipinti storici prodotti da Degas, si discostano dalle linee classiche della produzione Degassiana. Osservandole sono infatti nettamente riscontrabili le influenze di artisti amati dall’autore quali Signorelli, Giotto e Piero della Francesca. Attraverso la dinamicità dei corpi nudi, l’autore riesce a trasmettere l’angoscia delle protagoniste, vittime di violenza. Dinamicità meno evidente nella Semiramide, opera incompleta in cui è ravvisabile l’influenza dei lavori di Piero Della Francesca.

La mostra presentata alla Promotrice delle belle Arti ha la capacità di proiettare lo spettatore fuori dal tempo facendolo precipitare tra le grandi esposizioni parigine di fine secolo. È quasi palpabile un leggero slittamento dalla realtà tanto che, all’uscita, è possibile che vi stupiate di essere ancora a Torino, nel XXI secolo e non nella fumosa Parigi in compagnia di qualche ballerina.

 

Roberto Cera

20 ottobre 2012

 

Voto: 9

Positivo: bellissima mostra con la possibilità di acquistare un mini catalogo pubblicato sa Skira al prezzo di 6,90 €

Negativo: raggiungere il luogo dell’evento potrebbe risultare problematico per chi non conosce Torino