Nicola Pesce editore ha distribuito in Italia la storia che riprende le fila del personaggio interpretato da Johnny Depp.

Sono passati più di 25 anni da quando Edward Mani di Forbice è uscito nei nostri cinema, ma il personaggio portato sugli schermi da Tim Burton ha ancora un fascino innegabile. Non stupisce quindi che ne sia arrivato un sequel, anche se solo a fumetti.

Siamo sempre nella stessa cittadina della provincia americana dove si svolgeva il film, ma molte cose sono cambiate. Solo Edward è rimasto lo stesso.
La bella Kim Boggs (il personaggio interpretato da Winona Ryder) è morta di vecchiaia e il pallido protagonista vive il suo malinconico esilio nella dimora diroccata ai margini del paese. In seguito alla fuga di un altro misterioso automa, progettato dal suo stesso creatore, il Nostro farà la conoscenza di Meg, nipote adolescente di Kim, insieme alla quale vivrà un’avventura fantastica, capace di regalare più di uno spunto di riflessione.

Questo romanzo a fumetti è certamente una gradita sorpresa per gli estimatori di Edward e, pur non racchiudendo tutta la magia gotica del film, riesce nell’intento di arricchirne la leggenda con un nuovo capitolo, che punta però ad un linguaggio ben diverso.

La sceneggiatura di Kate Leth e i disegni di Drew Rausch rispettano infatti l’identità burtoniana della storia, ma non rinunciano a colorarla con il loro tocco.

Se, da una parta, ritroviamo l’atmosfera nostalgica e l’articolata personalità di Edward, così come i temi legati al pregiudizio e alla difficoltà di integrazione del diverso, dall’altra è ben evidente che l’aspetto dark ha lasciato il passo a un’atmosfera più leggera.

I personaggi che escono dalle matite di Rausch hanno lineamenti spigolosi e quasi caricaturali, che li avvicinano a uno stile più cartoonoso e disneyano, forse più caro alle giovani generazioni.

Nel complesso possiamo dire che l’idea funziona e che la lettura risulta godibile, anche se forse i fan duri e puri del film potrebbero avere qualcosa da ridire…

Marco Ragni