Grande show al Colosseo tra vitelli, tapparelle e canzoni mononote

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Giovedì scorso, presso il teatro Colosseo di Torino, gli Elio e le Storie Tese hanno di nuovo intrattenuto il pubblico con la maestria e la simpatia che li contraddistingue.

Cosa differenzia un gruppo di artisti da dei musicisti tecnicamente preparati? Questa domanda, di non facile risposta, calza a pennello per l’istrionico gruppo lombardo. Nati ormai più di cinque lustri or sono, gli Elii non solo hanno aumentato esponenzialmente la loro bravura con il passare degli anni ma hanno catturato la stima di un pubblico sempre più vasto. Se infatti, alcuni anni fa, l’età degli spettatori presenti ai loro concerti era soprattutto under 30, in quest’ultima esibizione, grazie ad una somma di fattori, si poteva assistere ad uno spettacolo insperato. La quasi-vittoria al festival di Sanremo, unita alla location (sicuramente più adatta ad un pubblico maturo) ha fatto sì che all’evento fossero presenti non solo figli ma anche padri e probabilmente nonni. Devo ammettere che mi ha colpito vedere persone coi capelli bianchi cantare a squarciagola la Canzone Mononota e altri pezzi proposti durante la serata anche se, in effetti, c’era da aspettarselo.

In fondo, chi ha iniziato ad ascoltare gli Elii agli esordi ora è cresciuto e spesso ha messo su famiglia. Va poi aggiunto l’effetto Festival, grazie al quale molti si sono resi conto che il gruppo in questione non è bravo solo a far ridere ma, soprattutto, a suonare.

Ma bando alle ciance ed entriamo nel dettaglio! Il concerto si è aperto con una voce di sottofondo che preannunciava l’arrivo di un grande supereroe sempre pronto a difendere il pubblico dai matusa: naturalmente stavano parlando di Supergiovane!

Più che un concerto quello del Colosseo è sembrato un Greatest Hits con pezzi come T.V.U.M.D.B., Shpalman, Il Vitello dai piedi di Balsa, Cara ti amo, Mio cuggino e altri brani che hanno fatto la storia della musica demenziale italiana.

Dal punto di vista tecnico lo spettacolo è stato strabiliante. Impossibile elencare, o anche solo ricordare, i cambi di tempo, di ritmo e di stile che i musicisti, tutti diplomati al conservatorio, si sono divertiti ad effettuare durante i vari pezzi, passando dalla musica classica all’heavy metal con una semplicità data da anni di studio. Il concerto in sé è stato favoloso e, come sempre accade dalla scomparsa dell’amico Feiez, colto da un malore durante un concerto, il culmine dello show si è raggiunto con Tapparella, canzone dedicata appunto all’indimenticabile membro della Band.

Roberto Cera

22 aprile 2013

 

Voto: 9

 

Positivo: Tecnicamente eccelsi, divertenti, unici

Negativo: purtroppo mancavano all’appello un paio di classici molto amati