Quando:
29 novembre 2019@20:30–23:00
2019-11-29T20:30:00+01:00
2019-11-29T23:00:00+01:00
Dove:
Teatro Fraschini
Contatto:
Teatro Fraschini

Da venerdì 29 novembre a domenica 1 dicembre 2019, in scena lo spettacolo prodotto dal Teatro Nazionale ERT e diretto dal regista scozzese Matthew Lenton.

Il romanzo scritto da George Orwell (Eric Arthur Blair 1903-1950) e pubblicato nel 1949 – dopo la Seconda guerra Mondiale – come critica alle differenti forme di regime totalitario, ha rappresentato un “caso letterario”. Soprattutto perché anticipava di molto – da essere considerato fantascientifico e premonitore – un procedimento di violenza psicologica atta a condizionare il pensiero umano. Tutto è già previsto in questa storia: il titolo indica l’anno del futuro in cui è ambientata. Il mondo è diviso in tre Stati -continenti che hanno costruito un sistema diabolicamente organizzato della società per annientare le persone e cancellare o manipolare il passato. A Londra, capitale dell’Oceania, governa un solo partito, dominato dal Grande Fratello che nessuno ha mai visto. La vita degli abitanti è continuamente spiata. Il protagonista, Winston Smith, è un semplice impiegato del Ministero della Verità: ha il compito di modificare e censurare i fatti storici, intervenendo su testi, libri e immagini. Gravato dal peso psicologico di questa condizione, cerca di sfuggire al controllo, tiene un diario e si innamora di una ragazza che scopre avere il suo stesso sentimento. Trascorre il tempo cercando di eludere la sorveglianza, costruendo un luogo segreto dove incontrare l’amata, nascondendosi e depistando. Purtroppo verrà scoperto: attraverso un sistema di torture psicologiche, non avrà scampo e rientrerà nel sistema. Un viaggio umano che si trasforma in un incubo all’interno del peggior mondo possibile dove campeggia un obbligo su tutti: non amare.

Lo spettacolo è diretto dal talentuoso regista scozzese Matthew Lenton, fondatore della Compagnia Vanishing Point, che trasforma il romanzo in una drammaturgia efficace, nella quale crudezza, bramosia, crudeltà sono posti al centro della vicenda. Gli strumenti scenici per raccontarla sono azioni performative, suono e luce. Ma anche la presenza di una figura di narratore, ruolo significativo, che esprime i pensieri interiori del protagonista, creando un dualismo fra i pensieri nascosti ed “illegali” e il mondo opprimente esterno. Una compagnia di giovani attori italiani fa rivivere le tappe della storia (ribellione, castigo, accettazione) seguendo il disegno registico che immerge tutto in una oscurità disvelata da lampi di angoscia.