Quando:
20 marzo 2018@21:00–22:30
2018-03-20T21:00:00+01:00
2018-03-20T22:30:00+01:00
Dove:
Teatro Fraschini di Pavia
Contatto:
Teatro Fraschini

Lo spettacolo L’ALLEGRA VEDOVA prende spunto dall’Operetta La vedova allegra, ma è stato scritto da Bruno Stori e da Maddalena Crippa: l’attrice, insieme ad un quartetto strumentale, si cala nella doppia veste di attrice e cantante: narra le vicende ed interpreta le canzoni. Frammenti di dialoghi e monologhi tratti dal libretto originale, sdoppiandosi e alternandosi nei vari personaggi. Martedì 20 marzo, ore 21.

L’allegra vedova è un omaggio al mondo del Cafè chantant che prende spunto dall’omonima operetta, che fin dal suo esordio nel 1905 fu sempre rappresentata senza perdere di smalto e nel tempo è diventata simbolo di un’epoca, quella scintillante e un po’ spensierata della Belle Epoque. Maddalena Crippa, insieme ad un prezioso quartetto strumentale, si cala nella doppia veste di attrice e cantante: narra le vicende ed interpreta le canzoni. Frammenti di dialoghi e monologhi tratti dal libretto originale, sdoppiandosi e alternando i personaggi di Anna Glavari e il Principe Danilo.

Il segreto de di questa operetta risiede nella sua ambientazione favolistica “a tempo di valzer” e quest’anno la tendenza di molti teatri è stata quella di farla rinascere: nei Teatri d’opera italiani tante produzioni,  dal Capodanno del Bellini di Catania fino al Verdi di Padova; la Fenice, in pieno Carnevale, con una nuova Lustige Witwe, appunto La vedova allegra ma stavolta tutta in tedesco, con la messinscena di Damiano Michieletto; il Teatro Coccia ha proposto la  Vedova con la regia di Renato Bonajuto affiancato da  Andrea Merli; è proseguita inossidabile la tournèe di Corrado Abbati.

La seconda anima di Maddalena Crippa è musicale, si è dedicata a recital spumeggianti: Canzonette vagabonde con un repertorio compreso tra gli anni ’20 ai ’40, Sboom una vera e propria carrellata di canzoni d’autore da Tenco alla Vanoni; A Sud dell’alma, un collage di storie contemporanee sulle pagine di Galeano, Neruda, Rodriguez, Gualtieri; E pensare che c’era il pensiero di Gaber e Luporini.

La levità dell’attrice si manifesta nel racconto, nel quale, con vitale abilità, interpreta tutti i personaggi, le vicende amorose, descrive umori e ambienti.

 

La vicenda  ha inizio all’Ambasciata del Pontevedro a Parigi, dove  si respira un po’ di tensione per l’imminente arrivo di Anna Glavari, una giovane che ha perso il marito, ricchissimo banchiere di corte. Infatti l’ambasciatore, il barone Zeta, ha ricevuto un ordine categorico: bisogno trovare un nuovo marito alla giovane, ma deve essere pontevedrino altrimenti i milioni di dote della donna si volatilizzeranno fuori dai confini della patria, la Banca Nazionale perderà il capitale e sarà sicura rovina economica.

Il cancelliere dell’Ambasciata, Nejgus, insieme al barone Zeta, tenta di  convincere il conte Danilo a corteggiare la vedova, ma egli è restio, perché tra i due c’era già stata una storia d’amore poi finita male. Anna, a sua volta, pur amando Danilo, non lo vuole per farlo ingelosire. Intanto, assistiamo parallelamente alla nascita di un’altra vicenda d’amore: Valencienne, la giovane moglie del barone Zeta, è corteggiata da Camillo de Rossillon diplomatico francese. I due si danno convegno in un chiosco; ma quando stanno per essere sorpresi dal barone, Nejgus riesce a far dileguare Valencienne ed a sostituirla con Anna. La vedova, sorpresa con il diplomatico,  fa scandalo e tutti rimangono sconvolti. Danilo è furioso, tutto sembra ormai compromesso, quando Nejgus riesce a dissipare ogni dubbio e a far emergere la verità. In conclusione Anna e Danilo confesseranno il loro reciproco amore.

 

rielaborazione testo originale di Victor Leon – Leon Stein a cura di Bruno Stori e Maddalena Crippa

arrangiamento musiche originali di Franz Lehár a cura di Giacomo Scaramuzza

e con Giampaolo Bandini (chitarra), Giovanni Mareggini (flauto e ottavino), Mario Pietrodarchi (fisarmonica), Federico Marchesano (contrabbasso)

regia Bruno Stori

produzione Parmaconcerti e Compagnia Umberto Orsini