Quando:
22 marzo 2019@21:00–23:45
2019-03-22T21:00:00+01:00
2019-03-22T23:45:00+01:00
Dove:
Teatro Fraschini di Pavia
Contatto:
Teatro Fraschini

La Stagione teatrale prosegue con lo spettacolo I Miserabili, scritto per il teatro da Luca Doninelli, per la regia di Franco Però. Venerdì 22, sabato 23 alle ore 21 e domenica 24 marzo 2019 alle ore 16. Protagonista Franco Branciaroli.

Il testo originale di Hugo ebbe luce nel 1862: un affresco sociale e storico a cavallo tra il 1815 e il 1833 di grande presa sul pubblico francese; un’opera monumentale, divisa in cinque tomi, con una gestazione complessa durata dieci anni.

TRAMA

La trama complessa del romanzo si fonda nello spettacolo su alcuni passaggi fondamentali che costituiscono il percorso drammaturgico della riduzione teatrale: la vicenda di Jean Valjean. Viene arrestato per aver rubato un tozzo di pane: da ex detenuto non riesce più a rientrare nella società, continua a rubare fino a quando si impossessa delle posate d’argento del Vescovo. Con sua grande sorpresa, Il Vescovo lo difende di fronte alla polizia, affermando di aver donato posate e anche due candelabri. Valjean, stupito dal comportamento dell’ecclesiastico, decide quindi di rifarsi una vita rispettabile, cambiando nome in Madeleine. Lo ritroviamo sindaco di Montreuil-sur-mer, ma un personaggio nutre dei sospetti sul suo passato e lo riconosce come vecchio carcerato: si tratta dell’ispettore di polizia Javert che comincerà a seguirlo per smascherarlo.

Fantine è una giovane donna licenziata in tronco perché ha avuto una figlia illegittima a cui Valjean presta soccorso; ma la donna versa in fin di vita e lascia a Valjaen il compito di occuparsi della figlioletta Colette, al momento affidata – ma trattata come una servetta – dai Thénardier. Valjaen mantiene la promessa e strappa la piccola dalle sgrinfie dei Thénardier. La giovane cresce credendo che Valjean sia suo padre; a quattordici anni incontra per caso Marius. I due si innamorano. Marius finisce coinvolto negli scontri che interessano Parigi nel giugno del 1832 quando le truppe di Luigi Filippo si scontrano con gli insorti. Ferito, viene soccorso da Valjean. Javert viene fatto prigioniero dai rivoluzionari e ancora una volta Jean Valjean dimostra la sua bontà d’animo e profonda convinzione di redimersi e lo libera. Javeret, sconvolto dal gesto magnanimo del suo “nemico”, si arrovella travolto da un conflitto interiore che lo porterà al suicidio.

Marius, ormai sposo di Colette, svela alla moglie la vera identità dell’uomo che le ha fatto da padre. Quest’ultimo è ammalato gravemente; i due giovani, saputa la notizia, accorrono al suo capezzale. Accanto ai vecchi candelabri donati dal vescovo all’inizio della vicenda, Jean muore ormai in pace e circondato da chi lo ama.

Lo spettacolo nasce dall’adattamento del romanzo da parte di Luca Doninelli – giornalista e scrittore – che si è concentrato sul valore universale del testo, sul tracciato della narrazione, sulla metafora del teatro: come la società descritta nel romanzo anche il teatro è stratificato in più livelli. Il regista Franco Però dipana la matassa della vicenda attraverso la sequenza delle scene con la concreta volontà di rendere leggibile un’opera gigantesca.

Appassionato l’apporto di tutti gli interpreti che danno vita a personaggi misurati – ognuno dei quali è quasi protagonista di un proprio romanzo all’interno dell’opera – a partire dal Jean Valjean di un istrionico Franco Branciaroli figura angelico-faustiana.

Ambientato in un Ottocento in “bianco e nero”, le scenografie di Domenico Franchi si misurano tra la necessità astratta-simbolica e la concretezza: tre strutture imponenti -che sembrano la rivisitazione degli antichi periaktoi- si muovono e si aprono come pagine di un libro, offrendo la possibilità di continui mutamenti di sfondo.