La Stagione teatrale prosegue con lo spettacolo LA TRAGEDIA DEL VENDICATORE di Thomas Middleton.

Interpreti principali Massimiliano Speziani, Pia Lanciotti, Fausto Cabra Ivan Alovisio. Regia Declan Donnellan, premiato con il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia.

Martedì 4, mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre 2018 alle ore 21.00.

Thomas Middleton (1580 – 1627), contemporaneo di William Shakespeare – lavorò a lungo per la compagnia del Bardo –  è rimasto pressoché sconosciuto a causa della censura, perché nelle sue opere emerge in modo preponderante una accesa critica al potere precostituito e una vena satirica che colpisce bersagli precisi. Per ammorbidire i riferimenti alla Corte inglese – come accade nel caso di questa tragedia – l’ambientazione si sposta nei paesi cattolici, come Italia e Spagna. Middleton operò nel periodo ricordato come giacomiano – Giacomo I ascese al trono nel 1603 – e rischiò anche la galera per il suo operato.

La tragedia del vendicatore (1606) appartiene ad un genere teatrale codificato – la tragedia di vendetta appunto – a cui appartengono testi memorabili come l’Amleto shakespeariano.

Racconta il piano di vendetta architettato da Vindice nei confronti del Duca, colpevole quest’ultimo di aver stuprato e ucciso Gloriana, la sua promessa sposa. Con l’aiuto del fratello Ippolito, Vindice, travestendosi da ruffiano dal nome Piato, riesce ad avvicinarsi alla corte attraverso Lussurioso, figlio del Duca. Vindice, sotto mentite spoglie, cercherà infatti di convincere Castizia – che in realtà è addirittura sua sorella – che il giovane Lussurioso è innamorato di lei. Stuzzicherà la madre Graziana al fine di concedere la figlia in cambio di doni e laute ricompense. Intanto nella Corte non si contano i comportamenti immorali: tutti i figli del Duca lottano tra loro per la successione, Junior è processato per stupro, Spurio ha una relazione segreta con la Duchessa.

Vindice, sempre travestito, farà condannare Lussurioso dal Duca per tradimento, ma soprattutto riuscirà, – con un sotterfugio, utilizzando il teschio avvelenato della propria amata – a uccidere il Duca in persona.  Lussurioso coglie immediatamente l’occasione per insediarsi sul trono ed esilia la Duchessa. Vindice e Ippolito danno vita a un sabba infernale, nel quale tutti uccidono tutti. Vindice ha ottenuto ciò che desiderava ma diventa lui stesso vittima sacrificale.

Lo spettacolo, diretto dal regista inglese Declan Donnellan – prestigioso artista premiato alla Biennale di Venezia con il Leone d’Oro alla carriera-  è stato prodotto dal Piccolo Teatro di Milano con una compagnia di giovani attori italiani per la maggior parte cresciuti alla Scuola del Piccolo. Il regista assolve pienamente il compito di leggere un testo classico: accorda la pièce al nostro tempo, con un gruppo affiatato ed energico di bravi interpreti, una traduzione asciutta ed efficace (di Stefano Massini), costumi (di Nick Ormerod) che richiamano una modernità elegante e sobria, fondali che “citano” esempi pittorici del Rinascimento italiano. Così facendo, il potere che si auto-corrompe, la volgarità di casta, la dissoluzione morale che già interessavano la società seicentesca, trovano nuova luce nelle corrispondenze con l’oggi.