L’Orafo, lo Zar e le Uova

Quando si parla della Russia Imperiale, non si può fare a meno di pensare ad alcuni tòpoi ricorrenti: lo Zar, il folle Rasputin, la principessa Anastasia. Oltre a questi personaggi anche alcuni oggetti sono passati alla storia come indissolubilmente legati al periodo: le uova Fabergé.

Queste opere d’arte – perché definirle gioielli equivale a sminuirle – furono pensate per essere creazioni uniche da donare in occasioni speciali.

Nel 1885 lo Zar Alessandro III ne commissionò uno all’orafo Peter Carl Fabergé come dono pasquale per la moglie Maria Fyodorovna. Il primo di essi era, se paragonato a quelli che seguiranno, molto semplice ed essenziale.

Si trattava infatti un uovo d’oro ricoperto in smalto bianco che all’interno, come nella migliore tradizione, conteneva una sorpresa. L’opera del famoso orafo però non si limitava a questo. Pescando a piene mani nell’artigianato tradizionale russo, l’autore strutturò questo dono come una matrioska, inserendo al suo interno un ideale tuorlo e dentro a quest’ultimo una piccola gallina, tutto rigorosamente d’oro.

Con queste premesse si può ben immaginare lo sfarzo delle uova successive.

Lo zar infatti, profondamente soddisfatto dal lavoro svolto, decise di nominare Fabergé gioielliere di corte e di commissionargli ogni anno uno di questi capolavori da donare alla moglie.

La tradizione continuò anche dopo la morte dello Zar per volontà del figlio Nicola II che decise di aumentare a due il numero dei doni realizzati ogni anno, uno per la madre ed uno per la nuova zarina.

 La Mostra di Venaria Reale

 Nel corso del tempo furono così create 57 uova, 52 delle quali facevano parte della collezione imperiale.

Le 13 opere esposte presso le Sale delle Arti della Reggia di Venaria Reale fino al prossimo 9 novembre sono una parte delle 44 uova giunte fino ai nostri tempi.

La selezione appartiene ad un magnate russo che le ha acquistate in blocco e che ha istituito

la The Link of Times Cultural and Historical Foundation, una fondazione che fino ad oggi ha raccolto più di 3500 capolavori della maison Fabergé e che possiede la più grande collezione di uova esistenti.

La mostra, comunque, non offre solo la possibilità di vedere i tredici esemplari creati per la famiglia

imperiale ma ospita 350 capolavori di rara bellezza creati dalla fabbrica orafa.

Trovano posto in questa collezione di oggetti unici alcuni portasigarettei in oro cesellati e tempestati di pietre preziose e favolosi orologi e suppellettili che raramente si ha modo di ammirare. Molto interessante anche una piccola sezione dedicata ad artigiani che lavoravano per la casa madre che, pur discostandosi dallo stile superbo delle opere dell’orafo imperiale, danno testi monianza della maestria degli artisti coinvolti.

Completa l’esposizione una fantastica raccolta di icone risalenti ai primi anni del secolo scorso.

Una mostra di grande interesse, in grado di gettare un tocco di luce su un periodo storico ed un impero spesso considerati bui e terribili.Manifestazioni fideistiche di rara bellezza, le icone presenti riflettono un modo di approcciarsi al divino intriso di grazia ed eleganza.

Voto: 8

Positivo: molto curato l’allestimento delle sale e delle luci che valorizzano i capolavori presenti

Negativo: eccessivo il prezzo per il pubblico

Roberto Cera

31 agosto 2012