I segreti dell’arte del parlar bene, da Aristotele a Obama

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Fare colpo con le paroleLe parole magiche esistono solo nelle favole? Niente di più falso. Il linguaggio ha una forza in grado di sprigionarsi in molte direzioni e se è vero che il suo uso più noto è quello di comunicare non bisogna tralasciare i suoi poteri nascosti, che possono convincere, ammaliare, commuovere e far battere i cuori. Tutto merito della retorica, la cosiddetta “arte del parlar bene”, una disciplina che ha origini molto antiche.

Fare colpo con le parole, manuale scritto dal giornalista britannico Sam Leith e pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie, è un interessante trattato che affronta l’argomento con dovizia di particolari ma senza perdersi in uno stile ampolloso e accademico. Partendo dalla nascita della retorica, l’autore entra sempre più a fondo nella materia con stile conciso e comprensibile a tutti.

Una per una vengono esaminate le cinque parti che compongono l’arte liberale, per poi passare ad analizzarne i generi, ciascuno dei quali viene scandagliato con la massima attenzione.

In chiusura di ciascun capitolo si trovano pagine dedicata ai Campioni di Retorica, uno spazio che Leith consacra ai grandi di tutti i tempi e luoghi, da Marco Tullio Cicerone a Barack Obama.

Queste sezioni risultano particolarmente efficaci per affrontare l’argomento da un punto di vista pratico poiché riportano, commentandoli, interi frammenti dalle orazioni più celebri di tutti i tempi. Così il lettore può scoprire i segreti celati nel nel Discorso di Gettysburg, pronunciato da Abraham Lincoln, o approfondire gli stratagemmi verbali di Churchill e gli indimenticabili refrain di Martin Luther King. È interessante notare come nulla sia mai stato lasciato al caso e di come anche dietro il più sentito sermone ci sia sempre stata una pianificazione accurata e, spesso, perfettamente in grado di sembrare spontanea.

Per molti versi il libro di Leith è un testo illuminante che vi aiuterà a usare le parole nel migliore dei modi ma che più ancora vi consentirà di ascoltare ogni discorso con una consapevolezza del tutto nuova. Di questi tempi ne abbiamo un gran bisogno!

 

Marco Ragni

21 novembre 2013

 

Voto: 8

Positivo: interessante non solo per chi vuole imparare a parlare ma anche per chi vuole ascoltare consapevolmente

Negativo: la scelta del titolo italiano, meno accattivante di quello originale( “You Talkin’ to Me?”, citazione da Taxi Driver)