8 Ottobre 2011

Francesco De Gregori è un signore romano di sessant’anni con un look da dandy e un talento innato per le parole.
Gli estimatori lo hanno soprannominato “il Principe”, un appellativo che il cantautore ha legittimato ancora una volta nel suo concerto al Fillmore di Cortemaggiore (PC), dove ha fatto il pieno di un pubblico osannante.
L’evento piacentino era tappa d’esordio del Pubs and Clubs Tour che l’artista ha in programma tra ottobre e novembre: una serie di appuntamenti più elitari, dedicati a chi cerca le chicche del repertorio più che i pezzi di sempre, questi ultimi proposti in versioni spesso inedite.
Dopo un’apertura classica sulle note di “Generale”, De Gregori ha sfoderato grinta ed energia inesauribili, garantendo due ore di spettacolo praticamente ininterrotte.
Nella scaletta c’è stato spazio per i virtuosismi con tanto di adattamento in italiano di un pezzo di Bob Dylan (“If You See Her, Say Hello”, diventata “Non dirle che non è così”), una versione di “Buonanotte Fiorellino” in salsa Folk (a mio parere discutibile) e una sorprendente cover di “A Chi”, celeberrimo cavallo di battaglia di Fausto Leali, che in Nostro ha deciso di regalare al pubblico in coda al doppio bis.
De Gregori sul palco si è mosso da istrione, giocando col pubblico e con le parole, avvolto da un manto di musica di livello eccezionale, sapientemente tessuto dalla band che lo ha supportato e accompagnato con abilità sopraffina.
L’acustica del Fillmore, va detto, ha valorizzato gli strumenti con un risultato estremamente coinvolgente.
Come esordio per la stagione 2011/2012 il locale di Cortemaggiore non poteva sperare in un risulato migliore. Ad Maiora!

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Voto: 8

Positivo: Davvero impressionante la bravura della band, la vera marcia in più del concerto.
Negativo: La versione folk di “Buonanotte Fiorellino” e il caldo intenso che pervadeva la sala.

Marco Ragni