Le nostre impressioni sulla versione teatrale del capolavoro di Mel Brooks

Il capolavoro di Mel Brooks nella sua versione da palcoscenico è in scena al Teatro Alfieri di Torino fino al 10 marzo; uno spettacolo dove la Compagnia della Rancia ipnotizza gli spettatori con bravura e simpatia.

Chi non ha mai visto Frankenstein Jr non può comprendere la gioia che pervade il pubblico quando, all’apertura del sipario, compare il titolo dello spettacolo a lettere cubitali. Ma va da sé che non saranno poi molti i profani, considerando che la pellicola è ormai un cult.

Vero e proprio omaggio alla filmografia che ruota intorno al moderno Prometeo, il film è caratterizzato da una serie di battute e gag che hanno fatto la storia del cinema. Potete quindi comprendere quanto sia difficile, per una compagnia teatrale, confrontarsi con un mostro sacro di queste proporzioni.

Per fortuna, ad aiutare i bravissimi attori in questo arduo compito, troviamo la mano di Mel Brooks, autore delle musiche e dei testi dello spettacolo. Naturalmente buona parte del merito va anche al regista della versione italiana, Saverio Marconi, vero e proprio motore della compagnia.

A causa del recente lutto che ha colpito il protagonista Giampiero Ingrassia, la parte del dottore, per alcune repliche, è affidata al bravissimo Roberto Colombo, sostituto scelto dalla produzione che, con naturalezza e simpatia, veste i panni del discendente della casata transilvana.

Bravissimi anche gli altri membri del cast, capaci di far ridere il pubblico dalla prima scena fino ai saluti finali. Da Igor a Inga passando per Frau Blűcher e la Creatura, i protagonisti offrono agli spettatori tutte le scene chiave del film intervallate da canzoni che ricalcano i primi lavori del regista americano. Se infatti Brooks è conosciuto per le sue opere comiche, non bisogna dimenticare i suoi trascorsi legati al musical: opere quali “The Producers” lo hanno portato fin nell’olimpo di Brodway.

Lo stile della produzione originale è infatti riconoscibile nelle musiche e nelle scenografie, queste ultime davvero favolose.

Complessivamente lo spettacolo risulta divertente, spassoso e molto ben orchestrato, con una qualità che non ha nulla da invidiare alle grandi produzioni americane. In pratica un cult da non perdere!

 

Roberto Cera

8 marzo 2013

Voto: 8

Positivo: belle le canzoni, i balletti e, nel complesso, tutto lo spettacolo

Negativo: Feldman e Wilder sono inarrivabili

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