Valeria Valeri e Paolo Ferrari fanno grande il “Gioco della Vita”

Gin Game, spassosa commedia con Valeria Valeri e Paolo Ferrari, andata recentemente in scena al Teatro Sociale di Stradella, ha nella semplicità della trama e nella bravura degli interpreti il principale punto di forza.
L’intera vicenda, orchestrata dal regista Francesco Macedonio, ruota attorno al rapporto di amicizia-rivalità che si instaura tra Fonzia e Weller, due anziani ospiti di una casa di riposo.
Weller, accanito giocatore di Gin, decide di insegnarne le regole alla sua nuova amica Fonzia ma lo fa senza considerare che l’arzilla vecchietta potrebbe avere un talento innato (e una fortuna sfacciata) capace di assisterla in ogni mano.
Le continue vittorie dell’allieva sul maestro scatenano un crescendo di malumori che sfocia nella collera più violenta.
Il gioco è, in realtà, solo un alibi che catalizza ben altre ragioni. Weller risente infatti di un passato denso di frustrazioni che lo hanno colpito sul piano personale e professionale.
Lo stesso vale per Fonzia che sfoga nell’ebbrezza della vittoria la delusione di essere stata abbandonata.
Ne nasce un gioco delle parti divertente e amaro dove la mancata volontà di ammettere i propri stati d’animo è un continuo attentato ad una potenziale amicizia.
L’83enne Paolo Ferrari veste alla perfezione il ruolo di Weller e passa in secondo piano solo perché al suo fianco c’è una Valeria Valeri tanto straordinaria da sollevare dubbi sulla sua vera età.
L’attrice romana si cala nella parte di Fonzia lasciando in camerino almeno un decennio. Che sia una signora con 91 primavere quella che recita senza esitazione, con grande naturalezza e che addirittura arriva anche ad “improvvisare” un ballo, è cosa difficile a credersi.
Con l’aiuto di dialoghi credibili e armonici e senza la pretenziosità di una morale troppo ingombrante, lo spettacolo è gradevole e ben bilanciato, capace di affrontare temi importanti senza mai perdere il proprio brio.

Voto: 7,5
Positivo: La performance di entrambi gli attori, specialmente della straordinaria Valeria Valeri
Negativo: Il finale è un po’ troppo brusco

Marco Ragni


21 Febbraio 2012