Un tocco da Commedia dell’Arte a un grande classico del teatro

Spettacolo visto al Teatro Sociale di Stradella, domenica 16 febbraio 2014

glinnamorati

Milano, XVIII secolo. Eugenia è l’erede di una nobile famiglia in rovina e frequenta Fulgenzio, appartenente alla ricca classe borghese. A rendere questo amore tormentato ci pensa la spiccata gelosia della giovane, che non sopporta che l’amato frequenti la cognata Clorinda. In una girandola di sentimenti contrastanti i due si lasciano e si riprendono, in uno spettacolo che alterna momenti intensi ad altri ricchi di una comicità ammiccante alla Commedia dell’Arte.

Il testo scritto da Goldoni nel 1759 torna a teatro in una versione diretta da Stefano Artissunch che preserva il fascino dell’opera originale – sebbene ridotta a due atti – e vi aggiunge alcune chicche, come un passaggio finale in salsa slapstick.

Sul palco, in una casa che ha l’aspetto di una gabbia dorata, i personaggi sono alle prese con l’amore e i suoi capricci, con l’ipocrita diplomazia che regge le relazioni sociali e con le loro inquietudini interiori. Accompagnate dalle note di Mozart, si stringono e sciolgono relazioni dinamiche e fugaci, ora d’affetto, ora d’interesse.

I sei attori in scena offrono un’interpretazione impeccabile e convincente ma in tanta bravura brilla l’eccellente performance di Isa Barzizza nel ruolo della zia Fabrizia. L’artista, attiva nel mondo del teatro dalla fine degli anni ’40, dimostra una volta di più che oltre 60 anni di esperienza sotto i riflettori possono fornire un quid non comune, qualcosa difficile da spiegare ma che una volta messo in moto si vede eccome.

Voto: 7

Positivo: l’interpretazione di tutti gli attori, in primis di Isa Barzizza

Negativo: a tratti un po’ ripetitivo

Marco Ragni

18 febbraio 2014