20 Agosto 2011

Magari d’estate si è più attirati dal mare e dalle spiagge assolate, ma di ritorno da una cinque giorni in Valle d’Aosta non posso che fare un’apologia ai monti. Ok, lo ammetto, tutto ciò ha poco peso se arriva da un anti-tintarella come me, ma considerate che ne acquista parecchio se condiviso dalla mia “bagnofila” compagna di viaggio.
La nostra spedizione è iniziata nel tardo pomeriggio di sabato 13 agosto. Il viaggio in auto è stato sostanzialmente tranquillo anche, se la fastidiosissima tangenziale di Milano ci ha rallentati parecchio. Siamo giunti all’Hotel Tivet (sito nell’omonima frazione di Gressan) alle 20.30 circa, con una comprensibile voglia di doccia per togliere di dosso quella pellicola di sudore che ricordava la salamoia. Da puliti abbiamo cominciato a ragionare meglio ed è stato subito piacevole scambiare due chiacchiere con Christian, uno dei titolari della struttura, e visitare l’albergo, un capolavoro di accoglienza che vi descriveremo nel dettaglio tra qualche giorno.
Dopo una frugale cena in una pizzeria di Jovencan (con una pizza speciale a base di fontina, uovo e altri 7 o 8 ingredienti leggeri leggeri), siamo caduti in uno stato di torpore fino al mattino successivo.
Fatta colazione e bagagli (le notti successive eravamo di stanza a Nus) la prima tappa è stata Gouffre de Busserailles, come previsto dal nostro programma. Scarpinata più che abbordabile per assistere al fantastico spettacolo dell’acqua che si getta dall’alto delle rocce in una caverna.
Nel pomeriggio ci siamo trasferiti a Saint Pierre per scoprire l’omonimo castello e visitare il maniero di Sarroid de la Tour.
Serata alla scoperta della gastronomia locale all’agriturismo Relais des Reines a Vigneroisa di Champorcher dove Irma e le sue due figlie si sono dimostrate cuoche sopraffine, saziandoci a colpi di tipicità in abbondanza.
Ferragosto è trascorso tra i castelli. Prima a Ussel, alla visita di una mostra fotografica sul patois, e quindi a Fénis e a Quart.
Il tardo pomeriggio e la serata le abbiamo dedicate ad una delle più interessanti tradizioni valdostane: la Bataille de Reines (Battaglia delle Regine), scontri non cruenti tra mucche. Osservare bovini che si prendono a testate è più interessante di quel che prevedessi.
Penultimo giorno con qualche stravolgimento di programma. Spostata all’indomani la visita al castello di Issogne, siamo saliti ad esplorare ciò che resta della rocca di Chatel Argent e poi, disertata la giornata termale che ci è apparsa troppo esosa, abbiamo raggiunto lo splendido lago d’Arpy.
Affamatissimi abbiamo rispettato l’ultima parte di quanto pianificato, concludendo la giornata ai tavoli dell’agriturismo La Famille a Les Iles di Brissogne. Altro tripudio gastronomico di cucina tradizionale, arricchito da una simpatica chiacchierata con i cordialissimi proprietari, Romina e Germano.
Cinque giorni sono passati in fretta e infatti, senza quasi accorgercene, ci siamo trovati con gli zaini pronti in direzione casa. Dopo aver recuperato la tappa di Issogne dal giorno precedente abbiamo fatto un’ultima, fondamentale sosta, a Bard: uno spettacolo nello spettacolo con borgo, fortezza, musei e mostra di Mirò. Davvero imperdibile!
La Valle d’Aosta è uno scrigno di meraviglie che in un pugno di giorni non possono che essere sfiorate. Infatti non passerà molto tempo prima che leggiate ancora di un nostro nuovo viaggio in quella regione magica.

Voto: 8,5

Positivo: I punti di forza si sprecano ma metterò in primo piano quello che più colpisce: l’ospitalità e la cortesia della gente

Negativo: Il costo folle delle autostrade, la scellerata viabilità del centro di Hone, non lontano da Bard. Se ci capitate occhio a non incastrarvi con la macchina nelle vie del paese. Nessuna indicazione vi mette al sicuro dal rischio.

Marco Ragni