Vita, morte e indagini dei “collezionisti di albe”

Alba – Photo by Il Genesio (Filippo) – Creative Commons

Mentre racconti svedesi ormai stereotipati occupano sicuri gli scaffali delle librerie, questo libro, edito da Iperborea, è una sorta di interrogazione al genere giallo, a partire dal fatto che nella trama non si gioca la carta della suspance ed è facile indovinare identità e movente dell’assassino.
Nella realtà pare sia andata così: durante una cena, l’editore francese di Bjorn Larsson gli propone di cimentarsi in un giallo, ottenendo un prevedibile rifiuto. Poi però, complici forse tre bicchieri di buon vino, lo scrittore ci ripensa e accetta l’idea come una sfida. Troppo ovvio, dunque, scegliere come vittima un giallista, meglio un valente poeta, meglio ancora se convinto dal proprio editore a scrivere un giallo che denuncia, fra crisi e ideologie, scandali finanziari tutt’altro che di fantasia. Questo poeta, un “collezionista di albe”, viene trovato nella sua barca impiccato, con una penna conficcata nel collo, prima di aver terminato il suo lavoro.
Anche il commissario preposto alle indagini è un aspirante poeta (coincidenza?), convinto che ciò abbia reso migliore persino il suo mestiere, e che spera, vergognandosi ma non troppo, di ricavare qualche vantaggio editoriale dai fortunosi incontri di quell’incarico.
Fra i temi toccati spiccano una visione non classica della Svezia e una polemica sul mercato editoriale che sceglie il profitto a scapito della bella letteratura. La poesia come contrario della finzione, come lente d’ingrandimento su verità che, per eccessiva fretta o poca concentrazione, stentano a palesarsi.
Alcune poesie sono state prestate a Larsson dal suo amicoYvonne, un vero poeta. Prima dell’uscita del libro lo scrittore gli confessa: “Mi dispiace, sei morto, e quasi subito.” Qualche tempo dopo Yvonne, in una piccola raccolta di poesie, pubblicherà l’ultima con il titolo : ‘Non voglio morire in un giallo svedese’.

Mila Baiguera

29 settembre 2012