La storica regione della Sardegna abbonda di importanti reperti

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Foto: WATCHDOG75 – Creative Commons -Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

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Il corno del profondo sud ovest della Sardegna è l’area in cui i fenici hanno cominciato la colonizzazione che, con punici e Romani, porterà all’invasione dell’isola. Proprio in quest’area si trovano i maggiori monumenti lasciati da queste civiltà. Non mancano i reperti nuragici, anche se gran parte di questi vennero cancellati per lasciare spazio alle architetture dei nuovi dominatori.

Il tempio di Antas e il Sardus Pater

E’ un imponente tempio tetrastilo (con quattro colonne), innalzato dai Romani su un precedente tempio punico, a sua volta costruito nei pressi di alcune tombe nuragiche. Si presume che il tempio sia quello dedicato al Sardus Pater, per via della scritta sull’architrave che lo cita. In merito ci fu una diatriba, in quanto tale tempio era stato anticamente indicato nei pressi della città romana di Neapolis, molto distante da Fluminimaggiore. Alle sue spalle si trovano le cave da cui furono ricavati i blocchi per la costruzione del santuario.

Il sito nuragico di Saurecci

Si trova a pochi chilometri a nord di Guspini, sulla strada per Pabillonis e Terralba. E’ una grande fortezza nuragica edificata sul colle omonimo, composta da quattro torri in buono stato di conservazione.

La fortezza di Monte Sirai

Partendo da Iglesias verso sud, poco prima di Carbonia, all’interno della piccola frazione di Sirai, si trova uno svincolo sulla destra che conduce alla fortezza di Monte Sirai. Il forte è situato in un punto che permette un controllo totale della costa prospiciente, la sua importanza logistica fu riconosciuta già dai sardi e poi dai fenici. S’ipotizza inoltre che il sito fosse uno dei punti d’incontro tra i Sardi e i mediorientali, in cui avvenivano intensi scambi commerciali e culturali. Le strutture militari attualmente visibili furono innalzate dai Cartaginesi e vennero utilizzate successivamente dai Romani. In questo sito, mantenutosi in eccellente stato di conservazione, fu trovata anche una statua dedicata alla dea della guerra, visibile presso il museo archeologico di Cagliari.

La fortezza di Pani Loriga

Il monumento si trova nella strada tra Santadi Basso e Piscinas. E’ una fortezza d’appoggio a quella di Monte Sirai, fu costruita dai fenici sui ruderi di un insediamento nuragico. Successivamente venne utilizzata anche dai punici, difatti la fortezza era un ottimo posto di guardia a protezione delle loro attività commerciali, minacciate dai continui conflitti con i nuragici.

Il Tophet di Sant’Antioco

Il Tophet è un santuario fenicio e punico, all’interno del quale venivano conservate delle urne contenenti le ceneri dei defunti. Quello di Sant’Antioco è probabilmente, insieme a quello di Tharros, il più bello dell’isola.

La necropoli di Montessu

Si trova a nord del paese sulla strada per Narcao. E’ senza dubbio il complesso di Domus de Janas più grande di tutta l’isola, risalente alla Cultura di Ozieri (3240 ‘2360 a.C.). Questi luoghi di sepoltura scavati nella roccia, presenti a migliaia nell’isola, sono probabilmente le necropoli più spettacolari del Vecchio Mondo di quei tempi.

Fonte testi: Sardegna Eventi 24 Creative Commons – Attribuzione 3.0 Unported  CC BY 3.0

6 dicembre 2013

 

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