Dopo l’enorme successo riscontrato a Roma giunge a Torino, a Palazzo Madama, la mostra “I Tesori del Patrimonio Culturale Albanese”, visitabile fino al prossimo 7 aprile.

I pezzi straordinari di cui si fregia questa esposizione possono aiutarci a comprendere meglio una nazione tanto vicina quanto ancora sconosciuta. L’evento è stata organizzato per la celebrazione del centenario dell’indipendenza della Repubblica d’Albania e raccoglie opere che coprono un periodo di diciotto secoli, individuate sul territorio albanese da importanti archeologi, tra i quali figura anche l’emiliano Luigi Ugolini.

Naturalmente, con un arco di tempo così ampio, la mostra può risultare un po’ dispersiva anche perché non è completamente integrata da pannelli esplicativi. Nel complesso però l’allestimento riesce a valorizzare ogni sua parte. I diciotto secoli raccontati dai reperti narrano di un luogo in cui l’attenzione per l’arte era sicuramente altissima. Il visitatore troverà figurini in bronzo esposti fianco a fianco con orpelli ed ornamenti personali. Alcuni reperti sono conservati perfettamente, segno di quanto fosse importante e ricca la zona del Mediterraneo corrispondente all’odierna Albania. Vicino a questi piccoli tesori trovano posto alcuni volti e sculture in marmo, risalenti al periodo classico, e una ricca collezione di armi in bronzo comprendenti spade, asce e tre elmi. Tutto in eccellenti condizioni.

In esposizione, oltre ai reperti neolitici e classici, trovano spazio una serie di dipinti del post bizantino. Il pittore più importante di questo periodo, Onouphrios di Neokastro, meglio conosciuto col nome di Onufri, guarda all’occidente con ammirazione cercando ispirazione e consiglio. Per motivi religiosi non può ispirarsi direttamente agli artisti a lui contemporanei quindi, lasciando da parte i grandi maestri dell’Umanesimo, prende come esempio Giotto, le cui creazioni bene si integrano con l’arte sacra e iconica tipica dell’arte ortodossa. Rispetto alle icone a cui siamo abituati, quelle esposte si differenziano per un’eleganza e una sobrietà che le avvicina davvero alle opere del maestro toscano testimoniando, almeno artisticamente, un legame che coi secoli è andato perduto.

 

Roberto Cera

25 gennaio 2013

 

Voto: 7.5

 

Positivo: le opere esposte sono davvero belle e ben conservate

Negativo: poche le indicazioni per il pubblico