Continua la chiacchierata con gli autori del sito italiano sulle Ghost Town

La scorsa settimana abbiamo iniziato la nostra chiacchierata con Fabio e Maggy, i due fondatori del blog Paesi Fantasma. Se vi siete persi la prima parte dell’intervista vi consigliamo di andare a leggerla qui.

Dopo aver scoperto da dove nasce una passione tanto originale abbiamo constatato che non sono poche le persone affascinate dall’argomento, spesso per motivi molto diversi.

A questo punto ci interessa avere qualche dritta per i nostri reportage futuri e magari scoprire come si evolverà questo progetto…

Quali sono i luoghi più interessanti che avete visitato?

Fabio (F): I luoghi sono tutti interessanti, la cosa difficile è trasmettere quanto si vede e quello che si prova visitandoli.
Apice Vecchia (BN)  è il secondo paese abbandonato più famoso del sud dopo Craco (MT), ed è uno dei pochi luoghi dove si potrebbe ricostruire per intero l’attimo in cui il terremoto ha devastato tutto.
Nelle case terremotate ci sono ancora fotografie, mobili pieni di cose, giornali, lettere, calendari, tovaglie sui tavoli e così via. È facile tornare a quel pomeriggio dell’agosto del 1962, quando una prima scossa fece in modo che le persone si rifugiassero nei luoghi aperti.
Invece, Conza della Campania è straziante. La scossa fu improvvisa e violenta, ci sono ancora i segni delle vite spezzate e, per quanto uno cerchi di essere razionale, in quel luogo il dolore è palpabile.

Maggy (M): Scegliere un luogo fra i molti che ho vistato mi appare riduttivo rispetto alla vastità di emozioni e meraviglia che ognuno, singolarmente, mi ha regalato. La storia è a volte diversa a volte simile, le strutture più o meno diroccate, ma ogni luogo offre qualcosa. Se vogliamo parlare di “interesse storico”, com’è facilmente immaginabile, alcuni paesi creano maggiore attrattiva rispetto ad altri, ma raramente nei mie viaggi sono stata colpita solo da quello. Quindi alla domanda che mi avete posto risponderò dicendo che per me non esiste un luogo più interessante di un altro, perché tutti a loro modo mi hanno lasciato qualcosa.

Secondo voi queste mete sono solo per una nicchia di interessati alla storia o possono avere anche un valore turistico?

F: A mio avviso, queste mete sono luoghi per un turismo di nicchia, anche perché l’interesse scaturisce dal fatto che siano abbandonati, che non ci sia più la “civiltà”.
Non credo che abbiano lo stesso fascino e suscitino lo stesso interesse di luoghi come Piazza San Pietro!
Ritengo che questi luoghi debbano rimanere così, senza troppo afflusso di gente, altrimenti perderebbero la loro magia.

M: I paesi fantasma e i luoghi abbandonati che costellano la Penisola sono interessati da quello che generalmente è chiamato turismo di nicchia ma, diversamente da quello che si può pensare, attraggono i loro visitatori per molti motivi altri rispetto alla loro storia, che però inevitabilmente rimane il filo conduttore. In molti tornano in questi luoghi dimenticati per rivivere un passato lontano, riscoprire quello che un tempo era stata la loro stanza da letto, la loro cucina, la loro vita. Sono posti che conservano, come uno scrigno, i più intimi segreti di ieri.
Molti altri visitano questi luoghi per amore dell’ignoto, per provare il brivido della scoperta, per immergersi nei ricordi di altri che, inevitabilmente, si mescolano ai propri.
A mio parere i paesi fantasma non potranno mai avere un vero e proprio valore turistico, almeno per quello che generalmente è lo stereotipo del turista medio: questi sono luoghi che si visitano per molti motivi e specialmente per passione. Chi li cerca vuole altro rispetto a quello che oggi desidera il turismo di massa. Io mi auguro che questi luoghi non diventino mai preda di quel turismo sconsiderato che rovina e snatura, ma che rimangano un pochino nell’ombra, avvolti dall’alone di mistero che tanto li rende speciali e pronti a dischiudere le loro porta solo a chi davvero li merita. Denis Diderot scrisse: “le rovine, quando dominano silenziose e solitarie, e non sono disturbate dalla presenza indiscreta degli uomini, ci fanno provare la vertigine dello scorrere del tempo, ci spingono dinanzi all’abisso della storia rivelando la voragine che separa il passato dal presente. Dinanzi alla devastazione del tempo, il soggetto prova la sensazione di essere l’unico superstite di una catastrofe colossale; è spinto a riflettere sulla propria labile condizione: in questa situazione tipicamente sublime […]si verifica un ritorno a se stessi, si delinea cioè un percorso che va dalla natura, dall’oggetto, all’io che percepisce e rifletto”.

Quali progetti avete per il futuro per il vostro blog?

F&M: Il futuro ci prospetta sicuramente tanto impegno, è da un po’ che si lavora al sito web e all’inserimento di tanti nuovi contenuti, oltre al rifacimento di quelli esistenti. C’è la collaborazione avviata con altre persone che sono esperte nel campo, come lo scrittore Antonio Mocciola (autore del libro “Le vie nascoste”, che tratta proprio di borghi abbandonati, e di altri titoli) e sodalizi con persone di sicura esperienza.
I progetti sono tantissimi, i luoghi da visitare sono diventati oramai migliaia, andiamo avanti per la nostra strada cercando le risorse per poter portare avanti questo lavoro!

Un grosso “in bocca al lupo” da parte nostra allora! Continuate così!

Marco Ragni

14 febbraio 2013

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