Interessante chiacchierata con gli autori del sito italiano sulle Ghost Town

La Piazza di Apice Vecchia – Foto di Fabio Di Bitonto

Gironzolando per il Web ci siamo imbattuti in un blog molto interessante dal titolo Paesi Fantasma. L’idea ci ha incuriosito perché un punto di riferimento che parli in modo approfondito delle cosiddette ghost town ha senz’altro un suo valore per chi cerca mete turistiche alternative. Così abbiamo contattato gli ideatori per scambiare quattro parole e saperne di più.

Ecco la prima parte della chiacchierata.

 Ciao, potete dirci chi sono le persone dietro questo blog?

 Siamo due amici accomunati dalla stessa passione, Fabio e Maggy.

Fabio (F), 29 anni, laureando in scienze geologiche, amante del trekking e della natura in generale, affascinato fin dalla tenera età da storie e luoghi dimenticati.

Maggy (M), 24 anni, laureanda in psicologia del lavoro e del benessere nelle organizzazioni presso l’Università degli Studi di Torino, appassionata di cucina, lettura e in particolar modo di ghost-town hunting.

Il vostro progetto è molto curioso. Perché un blog sui paesi fantasma e sui luoghi abbandonati?

F: L’interesse, nel mio caso, è nato in maniera molto casuale, anche se suppongo che la curiosità verso i luoghi abbandonati possa esserci in tutte le persone. Ma qualcosa scatta quando c’è qualche connessione particolare.

Il primo paese abbandonato che visitai fu Roscigno, in provincia di Salerno. In quel periodo ero spesso per il Cilento e mi imbattei in quell’antico borgo. Visitandolo e parlando con le persone del luogo, e provando empatia per chi ci aveva vissuto, mi sono chiesto quanti altri posti del genere potessero esistere. Questo fu il contatto che ispirò le prime ricerche.

Dopo poco, grazie ai miei studi, giunsi in Calabria e visitai Cavallerizzo di Cerzeto, abbandonato da poco. Analizzando le frane della zona ci imbattemmo anche in paesi che erano sulla via di diventare “fantasma”, così decisi di approfondire il fenomeno e le sue cause. Le impressioni furono varie, soprattutto mi colpirono i sentimenti che provavo quando mi trovavo in questi luoghi, quasi riuscissi a vedere il borgo vivo, come lo era una volta. Così, da quel momento, pensai valesse la pena tentare di far rivivere anche nelle altre persone queste sensazioni, e cominciai uno studio attraverso la rete, che mi portò a conoscere i primi dati, ovvero 5800 borghi abbandonati solo in Italia. 
Nacque per prima la pagina su Facebook, “Paesi Fantasma”, che ebbe subito un discreto seguito. Poi decisi di descrivere e recensire i luoghi che avevo conosciuto o che mi avevano affascinato di più e aprii il blog.
Così conobbi Maggy, che ha collaborato tantissimo con me sin dall’inizio, ha visitato molti luoghi e alla fine è a tutti gli effetti la coautrice di questo splendido progetto.

L’idea del blog è nata per condividere una passione, ma anche per recuperare la memoria di posti che non vanno dimenticati. Quindi, l’idea è quella di far “rivivere” i luoghi, con un po’ di fantasia, attraverso la conoscenza della sua storia, dei suoi personaggi e della sua “fine”, credo sia possibile farlo.

M: Io stessa condivido con Fabio questa grande passione e ne rendo partecipe migliaia di persone che possono, grazie al mio lavoro di recensione, conoscere e visitare questi luoghi magici.

Dalla prima infanzia sono sempre stata attratta da luoghi abbandonati e solitari, sono cresciuta in un piccolo paese che ad oggi conta poco più di mille anime ma che durante il periodo del mio sviluppo era molto meno popoloso e ha sempre offerto luoghi idonei a stimolare la mia curiosità come vecchi casolari o ville abbandonate. La vera e propria passione per i paesi fantasma è nata però in un giorno preciso, all’incirca sei anni fa, quando ne visitai per la prima volta uno: il meraviglioso Porciorasco. Da quel giorno la mia passione è cresciuta e paese dopo paese la mia conoscenza su questi luoghi è aumentata spingendomi alla scoperta di luoghi fantasma molto lontani dai miei classici itinerari.

Avete riscontrato molto interesse introno all’argomento?

F&M: L’argomento affascina tutti, nessuno escluso. In ogni caso non ci possiamo certo lamentare: il progetto è nato per puro caso, portato avanti solo dalla passione e non aveva alcuna pretesa. Ad oggi contiamo qualche migliaia di utenti che visita il nostro blog mensilmente, e questa per noi è una grandissima soddisfazione, che ci incentiva a migliorare e recensire ancora.

Ci siamo dunque fatti un’idea di come è scaturita questa passione. Presto scopriremo i nuovi progetti di Fabio & Maggy, i possibili sviluppi turistici e alcuni dei luoghi che più li hanno colpiti. Non perdetevi la seconda parte della nostra chiacchierata la prossima settimana!

Marco Ragni

7  febbraio 2013

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