foto di scena_StefanoAccorsi_©Filippo Manzini

Spettacolo visto al Teatro Fraschini di Pavia mercoledì 16 marzo 2016

Dopo l’Orlando Furioso, Stefano Accorsi torna ai grandi classici della letteratura, portando a teatro il Decamerone di Boccaccio, adattato e diretto da Marco Baliani.

Si tratta di un esperimento originale e felicemente riuscito, che sposa e nobilita le suggestioni del teatro di strada. Accorsi e i suoi vestono infatti i panni di un gruppo di guitti itineranti, con tanto di caravan sgangherato a rappresentare l’elemento principe della scenografia.

Si gioca così al teatro nel teatro, dove attori professionisti (e di notevole bravura) si fingono brillanti ciarlatani, di quelli che si guadagnano da vivere con spettacoli di piazza.

Sono loro, guidati dal capocomico Accorsi, a spalancare le porte a sette novelle di Boccaccio, che si susseguono sul palco quasi senza interruzioni.

Il linguaggio stesso, come precisato ad inizio spettacolo, vuole ricordare il periodo medievale, ma senza ostinarsi ad una macchinosa fedeltà con il testo originale. Questa “parlata d’altri tempi”, sapientemente deformata dalle varie cadenze e dialetti d’Italia, diventa così il vero e proprio valore aggiunto dei racconti che si fanno vitali, coloriti e perfettamente godibili da un pubblico eterogeneo. Ben meritati gli applausi finali che simboleggiano il giusto obolo versato ai teatranti “di strada” e alla lunga tradizione che hanno scelto di rappresentare.

Marco Ragni