Storia di un piccolo orto nato in una cassetta della frutta

Per una come me che ha sempre pensato di avere il pollice nero, raccogliere le prime zucche coltivate personalmente è stata un’emozione che dovevo condividere con tutti voi.

Sono due, belle, mature, cresciute tra le mie amorevoli coccole. Forse ce n’è perfino un’altra in arrivo.
Certamente molti di voi penseranno che non c’è niente di speciale nella mia piccola produzione, ma questa condivisione è rivolta a chi ha poco spazio, magari solo un balcone, o a chi, come me, ha sempre vissuto in appartamento e vede il fascino della campagna ancora avvolto nella magia della scoperta.
Le mie zucche sono nate in una cassetta della frutta. Ora, prima che pensiate che le abbia comprate dal fruttivendolo, lasciate che vi racconti bene come è andata.
Ho preso una cassetta di legno vuota e l’ho foderata con un sacchetto di plastica, vi ho praticato dei buchi in fondo, ci ho messo il terriccio e l’ho sistemata di fianco alla rete del mio giardino. Prima di riempirla completamente di terra ho pulito la lettiera dei mici (ne uso una marca che utilizza gli scarti di orzo, completamente biodegradabile) e ho concimato sul fondo. Tutto sotto lo sguardo disgustato del mio fidanzato.
Come varietà ho scelto le zucche di Chioggia, che sono abbastanza piccine. Del resto non mi sembrava di poter pretendere delle zucche gigantesche dalla mia cassetta di terra (e bisogni di gatto).
Ad aprile le ho seminate ed in men che non si dica le piante hanno iniziato a crescere rigogliose. Sono spuntati tantissimi fiori che io coglievo tutte le mattine e cucinavo in pastella.
Sempre perché dedico questo mio sfogo a chi non ha mai visto una pianta di zucche, sappiate che la pianta produce fiori maschi e femmine.
I maschi li potete tranquillamente cogliere e mangiare come preferite, le femmine invece dovete lasciarle stare, altrimenti niente zucca.
Il fiore femmina lo riconoscerete subito per via di una pallina che si forma alla base, che è la nostra “baby zucca”.
Le mie zucche sono nate a giugno, una per pianta (in realtà ne sono nate altre, ma ben presto sono diventate gialle e sono cadute). Non penso si possa chiedere di più ad una pianta che spunta da una cassetta di terra e che sia arrampica semplicemente su una sterile rete.
Le mie baby zucche sono cresciute e qualche giorno fa le ho raccolte. L’ho fatto quando “non affondava più l’unghia sulla buccia”, come mi era stato suggerito.
Ora le ho messe al sole e si sta asciugando il picciolo. Mi dicono che debba diventare ben secco, non so bene perché, ma seguo i consigli degli anziani e mi arrangio come posso.
Magari più avanti vi racconterò come le cucinerò. Per adesso, spero di avervi dato qualche spunto. Ora è tempo di piantare le verze!

Maia Fiorelli

5 settembre 2012

Voto: 10 (di soddisfazione e autocompiacimento)
Positivo: la pianta di zucche da subito un senso di appagamento perché cresce rigogliosa e dona tantissimi fiori
Negativo: devo ancora capire perché, da metà giugno, i fiori sono diventati amari
La dritta: la lettiera bio è la Greencat. Un’idea per rispettare l’ambiente