Un saggio sugli spettri firmato Ghost Hunter Team®

Madame la mort - Paul Gauguin  - autore Gallowglass  -Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported

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Ci sono più cose in Cielo e in Terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia“. La celebre frase dell’Amleto di Shakespeare parlava chiaro: molte porzioni di realtà sfuggono tutt’ora alla nostra comprensione, e non parlo solo della burocrazia italiana!

Le cosiddette pseudoscienze – teorie e pratiche che guardano i metodi di ricerca tradizionali pur non avendone piena aderenza – studiano da anni il sottile confine del conosciuto, nella speranza di cogliere una breccia: dati certi sull’esistenza di vita extraterrestre, prove di poteri mentali o magari contatti con l’aldilà.

In quest’ultima categoria rientrano le storie di fantasmi, leggende suggestive da serata intorno al fuoco ma anche materia di grande interesse per chi crede ci sia qualcosa di concreto alla base di certe credenze.

Se appartenete a questa schiera di “true believer” forse dovreste prendere in considerazione la lettura de “Il manuale del cacciatore di fantasmi”, volume edito da Mursia e curato dal Ghost Hunter Team®.

Trattasi a tutti gli effetti di un saggio sull’argomento che in poco più di 200 pagine indottrina i lettori riguardo la peculiare arte della caccia ai fantasmi.Manuale-del-cacciatore-di-fantasmi

Dopo una prefazione firmata da Federico Zampaglione (il frontman dei Tiromancino), il libro viene subito al dunque, passando a rassegna i vari tipi di fenomeni spiritici noti agli esperti del settore.

Terminata questa approfondita introduzione si passa ad esaminare il vero ruolo del Ghost Hunter, soffermandosi su metodi, consigli pratici e attrezzature adatte.

Nella seconda parte, dopo una biografia dei membri che compongono il Team, si passa a illustrare i resoconti di alcune indagini, una cronaca corredata da dati e foto che lascia al lettore una buona serie di considerazioni su cui riflettere. La domanda finale sorge dunque spontanea: Che il principe di Danimarca avesse ragione?

Marco Ragni

15 luglio 2013