Un viaggio cronistico tra tematiche poco note

Photo by Rghrous (on Flikr) Creative Commons

Sulla scia entusiasta della mia recente scoperta del libro “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, mi sono fatta capitare per le mani un altro romanzo di Luis Sepulveda: “Il mondo alla fine del mondo”.

Trattasi di un libro di denuncia delle stragi ambientali, che punta il dito contro il massacro delle balene allo scopo sottrarne il grasso. La storia è ambientata nei mari del sud, tra i ghiacci eterni, simbolo un mondo grandioso e fragile come il cristallo. Questo panorama fa da sfondo alle avventure di grandi marinai, eroi, nativi di antiche tribù locali, pirati e saccheggiatori del tesoro più prezioso e più sottovalutato del pianeta: la natura.

Il protagonista, un giornalista cileno residente ad Amburgo, parte per i mari del sudamerica dopo aver ricevuto la notizia della morte di parte dell’equipaggio di una nave baleniera giapponese. Le pagine si presentano come un diario di bordo, una narrazione piuttosto cronistica dei fatti che dura poco più di cento pagine.

Con questo espediente vengono proposte al lettore tematiche delicate come quella delle tribù della Patagonia, ridotte all’osso dalla “civilizzazione”, ma anche dell’inquinamento dei mari e della pesca di frodo. Si entra così in contatto con problematiche che la distanza rende invisibili e silenziose.

Purtroppo si tratta di uno sguardo frettoloso che lascia molti argomenti avvolti nel mistero, effetto di una narrazione che vuole soprattutto concentrarsi sul viaggio. Allo stesso modo certi aneddoti vengono appena menzionati e lasciano il lettore appeso alla vana speranza che i nodi tornino al pettine.

Se mi si concede un paragone sportivo, il libro sembra una piatta partita di calcio di 90 minuti, dove all’ottantacinquesimo si segna un gol, e poi rimangono quei cinque minuti per riprendere lo stesso triste ritmo.

Talvolta appare la maestria dell’autore nella quale contavo fino alla fine. La sensazione è però quella di ascoltare un amico che, entusiasta delle sue trascorse vacanze, cerca invano di coinvolgerci mostrandoci centinaia di fotografie.

 

Maia Fiorelli

7 marzo 2013

Voto: 6

Positivo: si trattano tematiche che giaciono nell’oblio e che la gente dovrebbe conoscere

Negativo: il ritmo lento

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