Viaggio in un paradiso naturale

Photo by Luca Lorenzi - Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unportedlicense.

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Nel Trentino occidentale, nella zona compresa tra le Giudicarie, la Val di Non e la Val di Sole, si estende ilParco Naturale Adamello Brenta, che prende nome proprio dal gruppo delle Dolomiti di Brenta e dalle cime dell’Adamello-Presanella.
Ben 39 Comuni sono inclusi in quest’area protetta che va dai 400 metri di altitudine fino ai 3500 metri della Cima Presanella per un totale di 620 km quadrati.

Il Parco venne incluso nel Piano Urbanistico provinciale nel lontano 1967, definendosi come primo parco regionale in Italia. Nel 2008 ha ricevuto il riconoscimento come Adamello Brenta Geopark entrando di fatto nella rete europea dei Parchi protetti dall’Unesco grazie al suo ricco patrimonio geologico e geomorfico. Nel 2009 è stato raggiunto un altro importante traguardo: le Dolomiti sono state incluse nel patrimonio naturale mondiale dell’umanità.
La varietà di vegetazione che possiamo incontrare in queste zone rende il Parco uno dei luoghi più rinominati dello stivale, tanto che sono state catalogate fino a 1500 specie floreali. Un terzo della superficie dell’intero Parco è ricoperta da boschi e foreste che offrono ai nostri occhi alberi secolari, sopravvissuti nel corso degli anni a testimonianza della storia dell’uomo. Ne sono stati catalogati 50 e di questi 11 sono stati sottoposti a particolari valorizzazioni per l’estrema importanza che rivestono a livello dell’intero ecosistema.

Il territorio comprende 51 laghi alpini, alcuni dei quali di origine glaciale inclusi nel massiccio dell’Adamello-Presanella.
Attualmente il Parco comprende la distesa di ghiaccio più grande di tutta la regione, tanto da vantare 65 ghiacciai i quali purtroppo non sono stati esenti dal processo di scioglimento che ha portato ad una perdita pari ad almeno un terzo della loro superficie.

Dal punto di vista della fauna, si distinguono cervi, camosci, caprioli, stambecchi, aquile e molte altre specie animali, fra cui spicca l’orso bruno. Quest’ultimo, grazie ad un’operazione di ripopolamento, vanta oggi una famiglia di 30 esemplari.
Il parco è attivamente impegnato nel promuovere un turismo sostenibile e responsabile, che non vada ad intaccare le attività costanti di salvaguardia del territorio. L’impegno è stato sancito ufficialmente con l’adesione nel 2006 alla Carta Europea del Turismo Sostenibile.

Oltre al patrimonio naturalistico, l’intero Parco offre ai visitatori anche un patrimonio culturale ricco di chiese, castelli e luoghi di culto risalenti all’anno 1000.
Non mancano i prodotti tipici del luogo certificati con il marchio “Qualità Parco” a garanzia della loro produzione naturale: miele, formaggi di malga e grappa.
Per chi volesse trascorrere una vacanza rilassante e godersi questi incantevoli paesaggi, ogni anno vengono proposti diversi pacchetti turistici per offrire agli ospiti solo il meglio della naturalità e della genuinità.

Le nostre montagne conservano un fascino particolare e offrono panorami mozzafiato. Non serve andare così tanto lontano per vivere esperienze indimenticabili!

Alessia – Tutto Green– Creative Commons

1 agosto 2013