Un libro per scoprire cosa influenza le nostre abitudini

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Certamente mangiare e nutrirsi sono due cose ben diverse. Nonostante l’alimentazione sia un atto necessario a fare il pieno dell’energia che serve per vivere, nel nostro quotidiano il momento del pasto assume un’importanza sociale elevata. Dunque la componente psicologica e comportamentale che vi sta intorno non può essere ignorata.

Il libro “Il rapporto mente-cibo” di Michele Riefoli (Armando Editore) mira a trattare i disturbi e le scelte alimentari in tutte le fasi della vita, dal concepimento alla vecchiaia, mettendo in relazione le esperienze vissute, ma anche quelle non vissute. L’autore infatti tratta dell’influenza della memoria genetica, ossia delle vite dei parenti precedenti. Per capirsi meglio occorre un esempio. Un’evento traumatico di un bisnonno potrebbe influenzare, secondo questa corrente di pensiero, le nostre attuali scelte alimentari.

Michele Riefoli è laureato in scienze motorie e da sempre si interessa di alimentazione, salute e studi della mente. Il libro lascia trasparire tutta la passione che l’ha condotto durante la vita a raccogliere una serie di esperienze che vuole condividere con i lettori.

Dopo una abbondante parte dedicata all’anatomia e fisiologica del corpo e dei sistemi mentali ed emotivi, il saggio tratta le varie fasi della vita con una descrizione delle sue caratteristiche in base allo sviluppo ed alle più comuni influenze familiari e della società; quindi passa ad elencare gli schemi mentali che si possono istaurare in modo che il lettore, in base alle proprie esperienze, vi si possa riconoscere.

Lo scopo sarebbe quello di scovare un condizionamento nocivo per affrontarlo in modo razionale e liberare lo spirito da abitudini alimentari sbagliate.

Forse a causa della vastità dell’argomento e delle sue sfaccettature – che variano a seconda della corrente di pensiero che si vuole abbracciare – spesso il testo appare un pò disordinato. Le filosofie si mescolano alla scienza senza precise puntualizzazioni che non possono apparire ovvie ad un lettore poco esperto. Così si rischia di perdere il filo e di non cogliere l’essenza del messaggio.

Maia Fiorelli

25 febbraio 2013

Voto: 6

Positivo: il capitolo che tratta l’infanzia è molto ricco di esempi con cui tutti, in qualche modo, siamo venuti a contatto. Se analizzati con attenzione, questi modelli ci portano a riflettere sulla frequenza con cui accettiamo dei condizionamenti dannosi per la salute.

Negativo: il libro mescola troppi argomenti che finiscono per essere trattati in modo poco chiaro e non convincente.

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