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Dopo la personale di Alfons Mucha, conclusasi il 20 marzo e in procinto di riaprire a Genova il prossimo 30 aprile, la suggestiva cornice del Palazzo Reale di Milano resta immersa nelle sontuose atmosfere dell’800. Tutto merito dell’esposizione dedicata al Simbolismo, una rassegna di opere che, come promette il sottotitolo, racconta l’Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra.

La mostra ha aperto i battenti il 3 febbraio e sarà visitabile fino al 5 giugno. Un’occasione ghiotta per chi ama l’arte del periodo a cavallo tra XIX° e XX° secolo, un vero e proprio viaggio che guarda al movimento culturale da diversi punti di vista.

Le parole di Baudelaire accolgono in visitatori salutandoli dalle pareti delle sale e non ci potrebbe essere guida migliore di quella del poeta per raccontare quel mondo invisibile che gli artisti provarono a descrivere attraverso gli strumenti del visibile.

Le 18 sezioni tematiche che compongono la mostra fanno si che il percorso espositivo si snodi agevolmente tra i temi forti del Movimento (la Famme Fatale, i richiami mitologici, le atmosfere oniriche) senza tralasciare alcune chicche meno note, che affiorano tra capolavori di fama mondiale come “Il Peccato” di Franz von Stuck o “L’isola dei morti” di Arnold Böcklin.

I curatori della mostra, Fernando Mazzocca e Claudia Zevi, in collaborazione con Michel Draguet, hanno fatto uno splendido lavoro, mettendo insieme un microcosmo artistico molto articolato ma perfettamente fruibile da tutti i visitatori.

Marco Ragni