vino-in-anfora

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Oggi parliamo di vinificazione e di tecniche che arrivano da un passato lontano ma che in alcuni angoli di mondo sembra non siano state dimenticate.

In Europa le tecniche di produzione del vino sono sostanzialmente simili: cambiano piccoli elementi, tempi e momenti, ma in linea di massima il “succo d’uva” posizionato in botte nel giro di pochi mesi diventa un più o meno delizioso vino. In Georgia le cose vanno diversamente: il vino viene creato in anfora, non in botte. Meglio ancora, l’anfora è parzialmente interrata e solo il collo viene lasciato in superficie in modo tale che si possa controllare in ogni momento l’avanzare del procedimento che come per magia vede la nascita, in pochi mesi di un vino che ha poco a che vedere con quello che conosciamo.

La tecnica è antica, antichissima e pare che un tempo fosse piuttosto nota: la si utilizzava pee evitare che gli invasori trovassero e rubassero il vino, ma oggi, che di invasori ce ne sono molti meno, la pratica del vino in anfora è rimasta per le sue qualità e particolarità.

Tanto per cominciare i costi della vinificazione si riducono: il prezzo di un’anfora sostanzialmente è simile a quello di una barrique, ma più facilmente ammortizzabile visto che l’anfora ha una durata nel tempo decisamente più lunga rispetto a quella del legno. C’è anche chi mette in luce l’aspetto ecologico della tecnica: non serve che vengano abbattute querce per la creazione delle anfore, e non serve che vengano smaltiti eventuali scarti di produzione: si utilizza tutto perché tutto è bio.

Anche il vino pare niente male, specie il bianco che a terra respira e viene lasciato a macerare con le proprie bucce: per questo acquisisce un colore che somiglia molto da vicino a quello del passito eppure il gusto è qualcosa di piuttosto sorprendente.

Non ti stupirà scoprire che questa tecnica di produzione del vino sta lentamente abbandonando la Georgia e germogliando in molti angoli d’Europa, d’altronde le particolarità ci sono sempre piaciute.

Claudia Zedda – Vino Veritas – Creative Common Attribution 3.0  

6 agosto 2014