Il (presunto) miracolo del dimagrire mangiando

640px-Good_Food_Display_-_NCI_Visuals_OnlineE’ inevitabile. Tutte le diete funzionano in quanto restrittive e quando si raggiunge il peso desiderato le redini si sciolgono e si torna a quello iniziale. Il motivo è abbastanza chiaro: a nessuno piace vivere con un divieto o con regole troppo rigide a determinare la misura del piacere.

Tolta la necessità, non c’è più nemmeno il ricordo del fastidio che davano i chili di troppo. La dieta diventa quindi una sfida e un meraviglioso tabù da infrangere con i peccati di gola per tanto tempo negati e desiderati.

Giorgio Nardone, nel libro La dieta paradossale (Ponte alle Grazie), espone velocemente le varie tecniche usate per dimagrire e le smonta una per una commentandone i punti di debolezza e il momento in cui esse irrimediabilmente falliscono. Successivamente, con una semplice affermazione, rassicura il lettore: niente più divieti!

In pratica si può mangiare ciò che si vuole nella quantità che si vuole a patto che lo si faccia nei pasti e mai fuori da essi. Segue qualche accorgimento per la preparazione, per la gestione degli sgarri e qualcuno per l’attività fisica da abbinare. In teoria il gioco è fatto!La dieta paradossale

Alla fine del testo vengono anche riportati dei casi di successo con le varie problematiche dei pazienti, così da avere dei riscontri reali. Tutto sembra convincente e vincente.

Di certo la tentazione è meno irresistibile se concessa quando la si desidera. Il ragionamento non fa una piega. Provare per credere! Dice Nardone.

Così ho provato e, per quanto riguarda la mia esperienza personale, posso dirvi che nella mia prima settimana ho messo su due chili. Ma può darsi che con il tempo qualcosa cambi e che il mio corpo inizi a desiderare le carote…

Maia Fiorelli

24 settembre 2013

Voto: 6

Positivo: l’idea del togliere il divieto del cibo è certamente piacevole.

Negativo: non sembra dare buoni risultati in breve tempo.