Il trucco svelato dell’umanità

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Alain passeggia d’estate in un parco e guarda le ragazze con le loro magliette corte e i pantaloni a vita bassa. Ragiona sull’ombelico e sul suo significato erotico.

Inizia così l’ultimo romanzo di Milan Kundera edito da Adelphi, dando il via a un susseguirsi di piccoli capitoli dove i personaggi interpretano la vita quotidiana nella completezza di fatti reali, pensieri, deduzioni e finzioni.

Tutto accade e contemporaneamente esiste e non esiste, come nel flusso mentale, ma le favole e le spiegazioni che il pensiero genera appaiono nella realtà perchè intuite, espresse e recitate volontariamente per imbrogliarla, dandole così qualsiasi significato si voglia.

Il carisma innalza l’uomo sui suoi simili e, mentre egli si pavoneggia e se ne nutre, l’insignificanza, di nascosto, striscia e si consuma nei bisogni primitivi di una camera da letto.

Tolto l’onore, il potere, la bellezza e la morale, l’uomo rimane nudo nella sua semplice esistenza. Confuso dall’inganno e affannato può solo arrendersi all’evidenza.

La festa dell’insignificanza è il trucco svelato, è l’umanità ridotta ai minimi termini, semplificata ad uno stato animale con i suoi fisici bisogni. Il libro getta uno sguardo amorevole e comprensivo su ogni gesto aulico, ma anche sull’atrocità, sull’inganno e su qulsiasi altra bassezza compiuta nella storia degli uomini. Un abbraccio comico che l’autore ci regala, che consola i pensieri e che sembra ripeterci che è tutta una farsa. Impariamo dunque a riconoscere l’insignificanza e ad amarla e a rifugiarci in essa per sopravvivere. Forse così capiremo anche noi il significato semplice dell’ombelico.

 

Maia Fiorelli

21 febbraio 2014