Riflessioni e illusioni tra palco e realtà

Il teatro di De Filippo torna al Fraschini di Pavia con “La Grande Magia”, in scena da ieri con repliche stasera e domani.

Lo spettacolo, diretto da Luca De Filippo, è alla sua terza riedizione dopo l’originale del 1948 e l’allestimento di Strehler, datato 1985.

Dopo oltre mezzo secolo dal debutto le tematiche portanti risultano estremamente attuali, trattando di quel sottile confine tra realtà e illusioni che oggi è più che mai etereo. Dopotutto il nostro vivere quotidiano è uno slalom tra impulsi artificiali che ci arrivano da ogni dove e la presenza di Grandi Prestigiatori capaci di farci credere all’impossibile è ormai una triste costante.

Dati questi presupposti le due ore e mezza di spettacolo de “La grande Magia” possono intimorire ma complessivamente servono più che mai a dar corpo e ad approfondire le riflessioni sul potere di certi inganni, tanto lusinghieri o pregni di speranza da essere preferibili a una verità dolorosa.

Luca De Filippo mette in scena il testo del padre rispettandone la ricca poetica e il perfetto equilibrio o tra comicità e amarezza. Un allestimento proposto con neutra integralità e quasi del tutto privo di aggiunte, fatta eccezione per quelle poche battute, facilmente riconoscibili, de “L’arte della commedia”.

Un apprezzabile prodotto artigianale anche dal punto di vista dell’interpretazione, complessivamente di buon livello malgrado qualche esagerazione vocale riscontrabile tra i ruoli minori. Di sicuro un valido invito a riflettere sul velo di apparenze che, in diversa misura, avviluppa la vita di ciascuno di noi.

Marco Ragni

13 marzo 2013

Voto: 7,5

Positivo: la resa fedele di un testo ricco e attuale

Negativo: qualche spazio di troppo concesso a figure marginali

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