EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

La ragazza fantasmaSe sentite il bisogno di frivolezza potete tagliarvi i capelli, curarvi le unghie, fare shopping o magari, se fuori piove, adagiarvi comode sul divano e leggere un libro di Sophie Kinsella.

Per me funziona e infatti, in uno di quei momenti in cui i miei neuroni chiedevano riposo totale, ho letto La ragazza fantasma (Mondadori, 2009).

La trama vede protagonista Lara, una giovane in carriera la cui vita sta andando a rotoli. Abbandonata dal fidanzato e dalla socia in affari, ossessionata da una famiglia che non le da fiducia, la ragazza s’imbatte nel fantasma della sua defunta zia di 105 anni. A sorpresa però Sadie, l’arzilla vecchietta, non appare con l’età di una ultra centenaria ma si presenta nel corpo di una poco più che ventenne e vuole ballare, fare shopping, andare al cinema e fare sesso.

Lo spirito non si da pace perché qualcuno le ha rubato la sua collana e Lara, l’unica che riesce a parlare con lei, non solo deve ritrovarla ma, nel frattempo, deve anche fare vivere a Sadie le ultime emozioni in questo mondo.

Seguono situazioni surreali che si intrecciano irrimediabilmente portando alla svolta della vita della protagonista tanto in famiglia, quanto al lavoro e sul fronte sentimentale.

La lettura inizia in modo poco convincente, ma poi prosegue fluida. I neuroni, come promesso, non vengono mai stimolati ad una riflessione di nessun genere e pertanto se ne stanno a completo riposo. Tutta la storia è rassicurante nella sua banalità e nella prevedibilità degli eventi che si susseguono. Ogni cosa porterà a distendere il vostro viso in quella espressione sorridente e rilassata data della beatitudine di chi non sente il cervello. Un ottimo rimedio antirughe!

Chiuso il volume vi sentirete tornare pian piano alla realtà ma niente paura: se questa dovesse essere troppo faticosa, sappiate che l’autrice ha scritto molti altri romanzi!

Maia Fiorelli

10 ottobre 2013

Voto: 6

positivo: leggero quanto basta

negtivo: nella sua leggerezza risulta fin troppo banale