Spettacolo visto a Teatro Fraschini di Pavia, martedì 8 aprile 2014

A. Asti - -® Fabian Cevallos -2

I drammi sono due ma il comune denominatore è lo stesso: una donna che si aggrappa disperatamente agli ultimi scampoli di una relazione.

Nel primo caso il monologo si svolge al telefono e la protagonista, una donna senza nome, deve fare i conti con la necessità di accettare l’abbandono da parte dell’amante e il non capacitarsi di come ciò sia potuto accadere. Sconforto e disperazione soffocano i pochi barlumi di speranza, lasciando campo soltanto a una piccola storia di dolore, come tante ne avvengono ogni giorno.

Il secondo monologo si svolge invece di fronte a una persona in carne e ossa, “il bell’indifferente” del titolo. C’è più ironia rispetto al primo atto ma l’amarezza di fondo, amplificata dal distacco imperturbabile dell’uomo, racconta ancora di delusione, umiliazione e tristezza.

L’attrice Adriana Asti si cala nel ruolo di entrambe le donne, mantenendo un atteggiamento composto, lasciando che solo la voce canalizzi, senza isterismi, le emozioni di un cuore spezzato.

L’arredamento scenico essenziale (un tavolino, un letto, un telefono e poco altro) aiuta l’attenzione a focalizzarsi sui drammi sentimentali che si consumano davanti agli spettatori.

Malgrado gli ottimi presupposti, il ritmo è lento, forse troppo, e questo penalizza eccessivamente un racconto di due solitudini che avrebbe potuto suscitare emozioni più profonde.

 

Voto: 6

Positivo: l’interpretazione composta di Adriana Asti

Negativo: nel complesso troppo lento

 

Marco Ragni

10 aprile 2014