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Spettacolo visto a Teatro Fraschini di Pavia, mercoledì 19 marzo 2014

Aeternum, il nuovo spettacolo targato Los Vivancos, sembra diretto da Zack Snyder. Lo stile e il livello di sobrietà sono infatti gli stessi che si possono trovare nelle pellicole del regista di 300 e Sucker Punch.

Insomma, se Leonida e i suoi prodi, invece di combattere in computer grafica le orde nemiche, si fossero impegnati nell’Extreme Flamenco Fusión, il risultato non sarebbe stato molto diverso dalla performance dei sette fratelli spagnoli.

Continui giochi di luce e costumi d’effetto, sono componenti fondamentali di uno show che ammicca al fantasy, all’epica orientale e perfino al genere steampunk. Inguainati in uniformi gotiche che ne mettono in risalto i corpi scultorei, i fratelli Vivancos si inventano di tutto e, invece di limitarsi a esibire la loro personalissima versione del Flamenco, si cimentano in numeri da saltimbanco, dimostrazioni acrobatiche di arti marziali e perfino intuizioni musicali (non troppo riuscite, a dire il vero) con flauti e violini.

Non stupisce scoprire, dietro lo spettacolo, la collaborazione artistica di Daniele Finzi Pasca, creatore di Corteo del Cirque du Soleil, e di Julie Hamelin, co fondatrice del Circo Eloize, perché sul palco ci sono atmosfere più circensi che teatrali. Appare dunque del tutto naturale che, a un certo punto, i protagonisti scendano in platea per stringere le mani al pubblico. Non c’è sorpresa nel vederli battere un cinque qua e la, come showman navigati, accogliendo le ovazioni che arrivano abbondanti, soprattutto da parte delle signore.

Alla fine c’è anche spazio per un bis, con tanto di interpreti che chiamano a palmi alzati altri applausi dei presenti. Il leggendario Barnum, mitico imprenditore circense del XIX° secolo, non avrebbe saputo fare di meglio. Ciascuno ha la propria arte…

 

Marco Ragni

20 marzo 2014